Glastonbury rocks!

Sì, perché oltre a essere uno degli appuntamenti musicali estivi più longevi e più attesi dell’anno, il festival di Glastonbury si impegna da sempre nella sensibilizzazione del proprio pubblico su problematiche legate all’ambiente e al sociale.

L’ultimo week end di giugno è da tradizione il week end dedicato al festival di Glastonbury, nome ufficiale: Glastonbury Festival of Contemporary Performing Arts. Il primo festival musicale dell’era moderna presso la Worthy Farm di Piton, a 10 km circa dalla cittadina inglese di Glastonbury, fu il Pilton Pop, Blues & Folk Festival, allestito da Michael Eavis nel settembre 1970 pochi giorni dopo la morte di Jimi Hendrix. Il suo palco ospitò le performance di Marc Bolan, Keith Natale, Stackridge, Al Stewart e altri, il biglietto costava 1 sterlina e il latte delle mucche della fattoria era compreso nel prezzo. 

 

Negli anni Glasto è diventato il più grande festival delle arti e della musica che conosciamo, tanto che tutti gli anni il sold out dei biglietti avviene puntualmente nel giro di qualche ora, ancora prima di sapere quali gruppi saranno presenti. Il numero degli spettatori è cresciuto esponenzialmente e, oltre ai palchi dedicati ai concerti, vi si trovano teatri, cinema, ristoranti, un circo e persino una tipografia “volante” che, nei giorni del festival, stampa il Glastonbury Free Press per mezzo di una macchina tipografica vintage del 1957 ancora funzionante.

 

 

Oggi una delle aree della Worthy Farm (il Greenpeace Fieldè interamente gestita da Greenpeace. Quest’anno – oltre ai volontari dell’associazione che aggiorneranno gli avventori su problematiche ambientali come il fracking – sarà presente il Climax Dome, un’immensa installazione che ospiterà la première mondiale di The Life Collection in 3D (senza necessità di occhialini) di David Attenborough, serie di documentari naturalistici prodotta dalla BBC. Oltre al green bistrò, che servirà caffè fair trade e piatti vegetariani, il Farmers Market proporrà prodotti biologici selezionati e di qualità provenienti dalle botteghe locali. Sarà poi installata una vera rampa da skate realizzata con legno forest-friendly approvato dal Forest Stewardship Council (FSC) e il palco dedicato ai concerti (che ospiterà Warpaint, Perhaps Contraption e Bipolar Sunshine) in quest’area avrà letteralmente il vento in poppa: sarà, infatti, posizionato sul retro della ricostruzione della Arctic Sunrise, la nave di Greenpeace fermata ormai un anno fa dai militari russi e ancora oggi tenuta sotto sequestro. Testimonial di eccezione di tutto ciò: Vivienne Westwood, che sarà anche possibile incontrare in loco.

 

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Un’altra iniziativa lanciata in questi giorni da Michael e Emily Eavis, i diretti organizzatori del Glastonbury, è la nuova campagna WaterAid, organizzazione no-profit che sostiene le popolazioni dei paesi più poveri nella lotta al contagio derivante dall’uso di acqua contaminata e alla sensibilizzazione dei governi alle politiche sanitarie. La campagna, denominata #ChangeTheRecordmira a fornire acqua potabile a tutte le persone del mondo entro il 2030, con particolare attenzione alle giovani ragazze e alle donne, cioè coloro che quasi ovunque sono costrette ad assumersi la responsabilità di raccogliere l’acqua per le loro famiglie, camminando per una media di 10 km al giorno trasportando contenitori di acqua di peso superiore a 20 kg – l’equivalente del proprio peso corporeo per alcune giovani ragazze.

 

 

I 200 volontari presenti a Glastonbury inviteranno i partecipanti a firmare la petizione che poi verrà consegnata ai leader mondiali in occasione della riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in programma a New York il prossimo settembre.

Michael Eavis a questo proposito ha affermato: “Il Festival è un momento in cui le persone si trovano un po’ più vicine ai problemi che devono affrontare ogni giorno milioni di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici. (… ) La musica può avere un impatto positivo in tutto il mondo, quindi quest’estate firmate la petizione di WaterAid e contribuirete anche voi a cambierete le cose”. Se non si ha in programma di andare a Glastonbury, è comunque possibile firmare la petizione online.

 

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© WaterAid/Neil Wissink

 

A proposito… quest’anno al festival di Glastonbury suoneranno Kasabian, Arcade Fire, Metallica, The Black Keys, Jack White, Lana Del Rey, Manic Street Preachers, Interpol, Jake Bugg, Disclosure, London Grammar, Chvrches, The 1975, Pixies e moltissimi altri.

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