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I koala e altri animali australiani sono minacciati dalla deforestazione che fa spazio ai pascoli di bovini. Greenpeace chiede a McDonald’s di rendere trasparente la filiera della carne e influenzare le pratiche del settore.
Dopo i bacini dell’Amazzonia e del Congo, l’Australia ha uno dei tassi di deforestazione peggiori al mondo con gravi ripercussioni sul clima e sulla biodiversità poiché si tratta di territori habitat di koala, wallaby e numerose altre specie animali e vegetali. L’abbattimento di migliaia di ettari di foreste è dovuto principalmente alla necessità di far spazio ai pascoli di bovini per soddisfare la grande richiesta di carne.
Come riporta Greenpeace Australia Pacific, ogni due minuti viene distrutta un’area equivalente a un campo da calcio e ogni secondo viene ucciso un animale autoctono. Sono 50 milioni gli animali selvatici che muoiono ogni anno per effetto della deforestazione, mentre, come riporta una ricerca indipendente commissionata dall’organizzazione ambientalista, in cinque anni, nel Queensland, 668.665 ettari di foresta – una cifra pari a 2.400 volte la dimensione della città di Sydney – sono stati distrutti solo per la produzione di carne bovina australiana. Uno dei maggiori acquirenti di questa carne è il colosso del fast food Mcdonald’s: ci rifornisce il 65 per cento dei negozi della catena a livello globale.
“Per troppo tempo l’industria della carne bovina si è nascosta dietro definizioni annacquate e leggi deboli. Se le grandi aziende come McDonald’s intraprendessero azioni concrete per cambiare le loro pratiche, potremmo fermare la distruzione della fauna selvatica autoctona e dei luoghi che chiamano casa”, afferma Greenpeace Australia Pacific. Attraverso il lancio della campagna “Take Deforestation off the Menu” con una petizione per raccogliere firme, l’associazione chiede a McDonald’s di impegnarsi pubblicamente per creare catene di approvvigionamento prive di deforestazione entro il 2025 in modo da contribuire ad evitare la distruzione della natura e l’estinzione di animali come il koala.
Secondo l’organizzazione, attualmente McDonald’s non dispone di politiche chiare e trasparenti sul fronte della deforestazione ma, dato il suo significativo potere d’acquisto, con il suo impegno potrebbe influenzare e plasmare le pratiche del settore.
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