Marciapiedi più larghi, sorpassi meno azzardati e soprattutto un cambio culturale: il mezzo più pesante sarà più responsabile di quello più leggero.
Per le sue caratteristiche di infaticabile lavoratore della strada sembra svizzero o tedesco. Invece è italiano al 100%. Il suo nome è Host, sigla che nasconde una definizione lunghissima da settimana enigmistica, Human Oriented Sustainable Transport, ed è stato presentato durante il workshop internazionale “H2 Roma 2004”. Nasce a Roma dalle brillanti menti del Cirps
Per le sue caratteristiche di infaticabile lavoratore della
strada sembra svizzero o tedesco. Invece è italiano al 100%.
Il suo nome è Host, sigla che nasconde una definizione
lunghissima da settimana enigmistica, Human Oriented Sustainable
Transport, ed è stato presentato durante il workshop
internazionale “H2 Roma 2004”.
Nasce a Roma dalle brillanti menti del Cirps (Centro Universitario
di Ricerca per lo sviluppo sostenibile) dell?Università La
Sapienza che hanno ideato un veicolo che può svolgere
diverse funzioni durante le 24 ore, senza alcun tempo di
inutilizzo. Niente pause caro Host.
L?idea parte da un concetto semplice: in città esiste una
tipologia di veicolo per ogni compito specifico, che lavora solo
per una parte delle 24 ore. Pensate ai mezzi della raccolta dei
rifiuti, agli scuolabus, ai furgoni commerciali, ai taxi
collettivi. Ognuno di questi mezzi lavora soltanto quando
può svolgere il suo compito, niente di più.
Da qui nasce il concetto Host. Progettare una tipologia di veicolo
che, trasformandosi in maniera semplice e immediata, per intenderci
come quando si “smonta” un’auto realizzata con il Lego, sia in
grado di rispondere a più esigenze durante le 24 ore. Questo
veicolo non dorme mai e lavora al servizio della città, e
dei cittadini, 24 ore su 24.
E non inquinerà. Host è dotato di una tecnologia
ibrida: un motore a combustione interna ad elevata
efficienza a cui è abbinato un motore elettrico. In ambito
urbano sarà utilizzata solo la trazione elettrica,
permettendo al veicolo di raggiungere livelli di regime
Zev (zero emission vehicle). Quando arriverà l’era dell’idrogeno, Host non si farà trovare impreparato. E’ infatti già pronto lo stack delle celle a
combustibile che sostituiranno la propulsione del motore termico.
In questo modo, in tutte le condizioni di marcia, l?inquinamento
del veicolo sarà pari a zero.
Ma non è tutto. Host è stato studiato, dal team
del prof. Orecchini, con un sistema a quattro ruote motrici,
indipendenti e sterzanti, che gli permette di ruotare su se stesso
e traslare orizzontalmente, garantendo così una grande
facilità nelle operazioni di carico e scarico.
I partner industriali che accompagneranno il Cirps nell?avventura
Host, annoverano tra gli altri Volvo, Bertone, Matra e PI
Technologies.
Alessandro Marchetti Tricamo
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