I cinque tibetani

Gli esercizi della vitalità.

Semplici esercizi celati per migliaia d’anni nei monasteri dell’Himalaya sono descritti nel libro di Peter Kelder I cinque tibetani.

Il libro di Kelder fu scritto nel 1930 e da allora è diventato un importante metodo di conoscenza di sé e di educazione del corpo in tutto il mondo.

Il protagonista del romanzo alla mitica ricerca di “shambala”, luogo dell’eterna felicità, giunge in un monastero tibetano, ove conosce i cinque riti.

Eseguiti correttamente ed in sequenza sono diretti ad attivare i sette chakra, i centri energetici corrispondenti alle sette
ghiandole endocrine che regolano le più importanti funzioni corporee.

I riti della vitalità equilibrano quindi il corpo e la mente donando armonia in giovane età e mantenendo freschezza e
benessere nella vecchiaia.

Grandi maestri hanno dedicato tutta la loro vita a sviluppare la capacità necessaria a guidare questo fiume di energia che
scorre dentro e fuori di noi. Adesso finalmente il risultato del loro lavoro sui corpi sottili sta arrivando a noi in tante forme e
modalità.

Il risultato del loro lavoro è confermato dalle attuali scoperte della scienza dei campi energetici: è un insieme di
correnti energetiche e di vibrazioni elettromagnetiche che crea l’illusione della materia.

Gli esercizi si apprendono facilmente, il livello di esecuzione non è importante, si migliora via via; e poi si continua a casa
propria e con gli amici: i riti sono un prezioso patrimonio da condividere.

Nel libro di Kelder sono descritti accuratamente ma occorre riferirsi ad un buon maestro di yoga che vi insegni il modo giusto
di eseguirli, la respirazione appropriata che è fondamentale e corregga personali difetti di postura.

Ma naturalmente non basta essere spettatori o lettori di questi processi; dobbiamo praticare continuamente, metterci
consapevolmente in contatto col nostro corpo in modo che divenga cosciente del proprio potenziale connesso a leggi cosmiche
superiori.

Miranda Pecci

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