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IT.A.CÀ è l’isola di Ulisse, si sa, e ci fa pensare ad avventure mitiche e viaggi epici ma in dialetto bolognese ît a cà significa “sei a casa?” perché per gli organizzatori di questo festival – Migranti e viaggiatori – “…il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa una qualsiasi casa, una qualsiasi
IT.A.CÀ è l’isola di Ulisse, si sa, e ci fa pensare ad avventure mitiche e viaggi epici ma in dialetto bolognese ît a cà significa “sei a casa?” perché per gli organizzatori di questo festival – Migranti e viaggiatori – “…il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere, dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino…”.
Un’idea di viaggio che ci piace e condividiamo a pieno e che nei giorni della manifestazione ritroverete nel nutrito cartellone di eventi proposto che mira a definire percorsi di promozione turistica locale in diverse città e province della Regione sviluppando un’immagine unitaria del territorio emiliano romagnolo in chiave di sostenibilità e responsabilità.
Attraverso gli eventi – mostre, iniziative in piazza, convegni e concorsi, visite guidate e itinerari in bicicletta, pranzi a Km 0, spettacoli – il festival vuole promuovere una nuova idea del turismo, più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive. Dall’eco-turismo al trekking, dal cicloturismo agli agriturismi, IT.A.CÀ conduce istituzioni, operatori economici, turisti e intere comunità a sperimentare modelli alternativi, dimostrando che oggi un altro turismo è possibile. Il festival non vuole essere solo la vetrina di progetti italiani e internazionali, ma offrire la possibilità di vivere in prima persona esperienze di turismo sostenibile alla scoperta dell’Emilia-Romagna.
IT.A.CÀ dà l’opportunità di considerare il viaggio non più solo come semplice vacanza, trasgressione e svago, ma come un’esperienza capace di offrire una sfida, un rischio, il desiderio di conoscenza e scoperta del mondo, vicino e lontano da casa.
L’idea semplice ma innovativa, è che l’esotismo sia dietro l’angolo, senza dover andare lontano, che per sentirsi turisti responsabili non serve partecipare a lunghi viaggi organizzati: anche il viaggiatore fai-da-te, che non ama gli itinerari prefissati, può interiorizzare i valori del rispetto e del confronto. Viceversa, il turismo è considerato come un qualcosa di quotidiano: esperienza e tensione verso l’altrove, che non si riduce a un periodo preciso di mobilità, né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta.
I diversi eventi del Festival sono pensati come momenti d’incontro e confronto per riflettere, in chiave critica, sul concetto di viaggio e di ospitalità, sulle migrazioni e sulla cittadinanza globale, sulle disuguaglianze, sul concetto di sviluppo. Temi fondamentali e cruciali in questi giorni, in queste ore, alla luce di ciò che accade nel Mediterraneo.
Il Festival promuove ideali di giustizia, solidarietà e cooperazione, mettendo in rete le diverse realtà che si occupano di viaggi responsabili, al fine di coinvolgere le persone in un’esperienza multi-sensoriale.
Il programma è ancora in via di definizione, quindi vi invitiamo a tenere d’occhio il sito per non perdere gli appuntamenti che daranno vita a giornate che saranno spunto per una nuova filosofia di viaggio, per chi vive le vacanze in modo tradizionale, e una piacevole conferma per chi, come noi, è convinto che viaggiare sia un’esperienza soprattutto interiore.
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