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Hyundai supporta il progetto LifeGate nella fornitura di kit che sfruttano la tecnologia FoamFlex, in grado di assorbire oli e idrocarburi .
Ha ormai trent’anni, ma “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, il noto romanzo dello scrittore cileno Luis Sepúlveda, resta più attuale che mai. La storia di Kengah, uccisa dal petrolio poco dopo aver deposto il suo uovo, potrebbe essere quella di tanti altri gabbiani e animali marini.
Sono circa trecento, infatti, le navi cisterna che solcano quotidianamente il mar Mediterraneo trasportando prodotti petroliferi, il cui quantitativo è stimato in 350 milioni di tonnellate l’anno. E gli sversamenti annuali di idrocarburi ammontano a circa 600mila tonnellate. Ma non è l’unico problema. Anche l’olio alimentare esausto, se non è smaltito correttamente, ha un impatto estremamente negativo sull’ambiente: basta un litro di olio per inquinare fino a un milione di litri d’acqua.
È per contribuire alla tutela di una risorsa essenziale come il nostro patrimonio idrico, da cui dipendono il clima, la biodiversità e il benessere delle persone, che Hyundai Italia ha lanciato il suo nuovo progetto “Mission to blue”. L’iniziativa è stata presentata il 16 dicembre a Milano, presso la sede locale dell’Associazione nazionale marinai d’Italia, nel corso di un evento moderato da Roberto Sposini, direttore responsabile di LifeGate.
Con questo progetto, Hyundai fa il suo ingresso nella Water Defenders Alliance, la rete coordinata da LifeGate che unisce aziende, porti, persone, istituzioni, mondo della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica che collaborano attivamente alla protezione degli ecosistemi acquatici, mettendo le loro competenze, risorse e soluzioni al servizio della collettività.
Credendo da sempre nel potere dell’innovazione tecnologica, Hyundai ha scelto di sostenere la fornitura di speciali kit in grado di assorbire oli e idrocarburi sversati accidentalmente nelle acque; strumenti all’avanguardia che sfruttano la tecnologia FoamFlex, una soluzione innovativa brevettata dall’azienda italiana T1 Solutions, partner di LifeGate nella Water Defenders Alliance.
Questo materiale spugnoso, idrofobo al +95 per cento e oleofilo al +99 per cento, è capace di trattenere fino al 100 per cento degli idrocarburi dispersi in acqua. Riutilizzabile fino a duecento volte, un solo chilo di spugna FoamFlex è in grado di assorbire fino a seimila chili di oli e idrocarburi nel corso del suo ciclo di vita, favorendo il recupero, il conferimento e la trasformazione di potenziali inquinanti in nuove risorse.
“Dobbiamo imparare ad avere più rispetto del bene comune: la tecnologia è un alleato prezioso in questo percorso, aiutandoci a mitigare l’inquinamento e a ridurre il nostro impatto ambientale”, ha dichiarato Elena Grandi, assessora al Verde e Ambiente del Comune di Milano.
“Hyundai ha sempre creduto nella mobilità a impatto ridotto e nel legame fra l’industria e il territorio. Siamo convinti che l’innovazione tecnologica debba avere una declinazione nella vita reale e migliorare singoli aspetti della quotidianità, grazie a un impegno collettivo”, ha aggiunto Giulio Marc D’Alberton, head of PR & events di Hyundai Motor Company Italy.
È proprio sulla collaborazione che si basa il lavoro della Water Defenders Alliance, un network virtuoso che ha lo scopo di mettere in relazione i vari portatori di interesse capaci di fornire soluzioni concrete ai problemi ambientali. “Siamo convinti che dall’unione di esperienze, capacità e strumenti innovativi possa nascere un cambiamento reale, a breve e lungo termine”, ha commentato Lajal Andreoletti, responsabile progetti a impatto di LifeGate.
L’utilizzo delle spugne FoamFlex è “un metodo semplice, rapido ed efficace” per ripulire le acque in caso di sversamenti accidentali, ma anche dolosi, come ha spiegato Alessandro Taini, ceo di T1 Solutions. E funzionano tanto in mare, quanto in bacini ristretti come le darsene. Quando si impregnano, è sufficiente strizzarle, proprio come nel caso delle normali spugnette che tutti noi usiamo quotidianamente: l’azienda bresciana ha realizzato appositi macchinari che permettono di eseguire questa operazione in modalità manuale.
Il primo kit è già in dotazione al Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi, per la salvaguardia della Darsena e dei Navigli di Milano, veri e propri simboli della città, che ne sottolineano lo storico legame con l’acqua. “È importantissimo salvaguardare la qualità di queste acque, che vengono usate anche a scopo di irrigazione. Ci impegneremo a rafforzare i nostri protocolli di sicurezza e a effettuare nuove esercitazioni per essere sempre pronti a intervenire in caso di emergenza”, ha dichiarato Valeria Chinaglia, direttrice generale del Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi.
“Sono tantissimi i servizi ecosistemici che il nostro patrimonio idrico ci fornisce, dall’agricoltura all’industria, fino al turismo. L’approccio preventivo è fondamentale per tutelare questo patrimonio, attraverso l’informazione, l’educazione, la consapevolezza. E la prevenzione dev’essere affiancata dalla capacità di intervenire efficacemente in caso di minacce”, ha concluso Emilio Mancuso, presidente di Verdeacqua, biologo marino e divulgatore scientifico della Water Defenders Alliance.
La storia della gabbianella di Sepúlveda ci ricorda che ogni gesto umano ha conseguenze sull’ambiente che ci circonda. Oggi, però, accanto alla consapevolezza, esistono strumenti concreti per agire. Progetti come “Mission to blue” dimostrano che la collaborazione tra aziende, istituzioni e ricerca può tradursi in soluzioni efficaci per la tutela delle risorse idriche. Perché difendere l’acqua significa difendere la vita, il clima e il benessere delle comunità: una responsabilità collettiva che non può più essere rimandata.
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