Brucia il Gran Sasso, chiesto lo stato d’emergenza

Da 5 giorni il Gran Sasso è interessato da gravi incendi. Il comune de L’Aquila ha chiesto la proclamazione dello stato d’emergenza.

Da cinque giorni dei gravi incendi stanno interessando l’area del Gran Sasso, in Abruzzo. Si tratta di roghi particolarmente gravi, che hanno spinto la giunta comunale de L’Aquila a chiedere la proclamazione dello stato d’emergenza. La richiesta è stata inoltrata, secondo quanto riferito dal quotidiano locale Il Pescara, alla Regione.

Impiegati sul Gran Sasso squadre dei vigili del fuoco, quatto canadair e un elicottero

Il giornale ha riportato in proposito una dichiarazione del sindaco aquilano Pierluigi Biondi, secondo il quale la decisione è figlia della necessità di «applicare delle procedure utili per incrementare l’azione finalizzata a un contenimento ancora più efficace degli incendi, e per avere un’opportuna copertura delle spese elevatissime che comune e regione stanno sostenendo e dovranno sostenere ancora».

Le zone maggiormente interessate dagli incendi sono quelle di Pettino, Cansatessa e Arischia. Secondo quanto indicato dai vigili del fuoco già nella giornata del 31 luglio, per cercare di domar e le fiamme sono stati impiegati numerosi mezzi, tra i quali quattro canadair e un elicottero.

La Coldiretti: ci vorranno 10 anni per ricostituire la macchia mediterranea

Sono almeno 200 gli ettari di bosco che sono già andati in fumo nella zona del Gran Sasso. I roghi sono stati alimentati dal gran caldo registrato nei giorni scorsi, ma le cause non sono state ancora acclarate. Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, tuttavia, i carabinieri avrebbero individuato alcuni inneschi, il che potrebbe provare un’origine dolosa.

La stessa agenzia di stampa ha citato inoltre l’associazione Coldiretti, secondo la quale per ricostituire le aree di macchia mediterranea ridotte in cenere dal fuoco ci vorranno almeno 10 anni, con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo.

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