Diritti umani

Indonesia, alcune foreste sono state restituite agli indigeni, ma ancora non basta

Il presidente indonesiano ha riconosciuto il diritto alla terra di alcuni gruppi indigeni, ma molte foreste ancestrali dei nativi sono ancora fuori da questo accordo.

Loro non hanno mai avuto dubbi, abitano quelle foreste da generazioni e hanno sempre chiamato “casa” quei luoghi. Ora però è stato messo nero su bianco, il presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, ha infatti rinunciato al controllo su nove aree forestali abitate da comunità indigene, riconoscendo dunque il loro diritto di vivere in quel territorio. Il provvedimento segue un’analoga decisione del governo che nel dicembre del 2016 aveva riconosciuto i diritti di altre comunità di nativi verso le loro foreste ancestrali. Il riconoscimento di tali diritti, tanto necessario quanto tardivo, è in linea con una decisione della Corte costituzionale dell’Indonesia che nel 2013 ha rimosso le foreste abitate tradizionalmente dai popoli indigeni dal controllo statale. Per decenni i nativi hanno assistito impotenti al massacro delle loro foreste, devastate da deforestazione, miniere, piantagioni, acquacoltura e turismo di massa, ora finalmente qualcosa sta cambiando, anche se le promesse fatte dal governo alle comunità locali sono ancora lontane dall’essere mantenute.

Nativo dell'Indonesia
In Indonesia sono presenti centinaia di gruppi indigeni distinti ripartiti in tutto l’arcipelago © Flickr

Agli indigeni le loro foreste

Le nove aree di foresta concesse dal governo coprono un totale di 33,4 chilometri quadrati, ripartiti nelle isole di Sumatra, Borneo e Sulawesi. Nella campagna elettorale del 2014 il presidente Widodo aveva promesso alle comunità indigene un maggiore controllo su 127mila chilometri quadrati di terra. A tre anni da quella promessa però meno di 11mila chilometri quadrati di foreste sono stati concessi.

Cascata in mezzo alla foresta in Indonesia
L’Indonesia può vantare alcune delle foreste più antiche e ricche di biodiversità del pianeta ma questo patrimonio è minacciato dalla deforestazione © Flickr

Ancora non basta

In occasione della concessione delle nove aree forestali, avvenuta alla fine di ottobre, un funzionario del governo ha affermato che il presidente emetterà un decreto entro la fine dell’anno per aiutare i gruppi indigeni ad ottenere il controllo legale delle loro foreste. Gli impedimenti, stando a quanto dichiarato, sarebbero di natura burocratica e la procedura richiede l’intervento di diversi ministeri. Il ministero dell’Ambiente si concentrerebbe sul riconoscimento dei diritti delle terre all’interno delle foreste, mentre il ministero degli Affari agrari e della pianificazione territoriale dovrebbe sovrintendere a quelli esterni alle foreste.

Indigeno della Papua Nuova Guinea
I diritti dei nativi indonesiano sono stati negati per decenni e le loro foreste distrutte. La decisione della Corte costituzionale dell’Indonesia sembra aver aperto uno spiraglio ma le promesse fatte loro non sono ancora state mantenute © Flickr

Sovranità al popolo (?)

“Il Paese sta restituendo la sovranità al popolo e credo che questo programma di foreste comunitarie e la riforma agraria ne siano la punta”, ha dichiarato Yanuar Nugroho, membro dello staff del presidente. Secondo il ministro dell’Ambiente e della silvicoltura, Siti Nurbaya Bakar, il governo potrebbe tuttavia realisticamente concedere ai nativi meno di 44mila chilometri quadrati, poco più di un terzo del totale promesso, entro il 2019. Per accelerare il raggiungimento di questo obiettivo, il ministro ha invitato i governi locali a ospitare gruppi indigeni che dipendono dalle legislazioni locali per emanare decreti che li riconoscano come indigeni. In Indonesia sono infatti presenti centinaia di distinti gruppi nativi e non tutti sono ufficialmente riconosciuti dal governo. La riforma, in ultima analisi, rappresenta dunque uno strumento valido che può effettivamente ampliare i diritti dei nativi indonesiani, ma sono se sarà effettivamente intrapresa.

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