La frequenza e l’intensità degli eventi di caldo estremo sono in aumento: agricoltura e allevamento sono i settori colpiti più duramente con stress per le colture, gli animali e i lavoratori.
Ha intitolato un articolo del ’99 su Le Monde Diplomatique “La rapina del vivente” e poi il libro chiamato “Guerra al vivente”. Cosa significano? Nella nostra società c’è una contraddizione di fondo nei rapporti con il vivente. C’è una legge economica fondamentale: non si può vendere qualcosa a qualuno che ne ha già abbastanza. Nel
Ha intitolato un articolo del ’99 su Le Monde Diplomatique
“La rapina del vivente” e poi il libro chiamato “Guerra al
vivente”. Cosa significano?
Nella nostra società c’è una contraddizione di fondo
nei rapporti con il vivente. C’è una legge economica
fondamentale: non si può vendere qualcosa a qualuno che ne
ha già abbastanza. Nel campo dell’agricoltura, chi vende
sementi non può vendere al contadino sempre nuovi semi,
sempre di più, perché col suo proprio raccolto il
contadino ne può fare provvista. Bisognerebbe proibire al
contadino di usare le sue sementi.
In questi anni, le multinazionali biotech stanno facendo questo. La
legge del profitto si oppone alle leggi di natura. È un
processo schizofrenico. Vogliono rendere sterili piante e animali e
nello stesso tempo nascondere il loro tentativo di rapina.
Si tratta della tecnologia ‘terminator’, per cui è
inserito un gene che rende sterili i semi delle piante
manipolate.
Un trionfo della genetica applicata, ma nello stesso tempo il suo
errore peggiore. Perché tutti si sono resi conto che in
realtà l’obiettivo non era “risolvere la fame, la
povertà, l’inquinamento”. Lo scopo delle colture Ogm
è privatizzare la vita. La vita manipolata dal profitto,
grazie ai brevetti.
Un tentativo tuttora in corso.
Tutte queste manovre sono possibili perché c’è in
realtà un grosso divario tra la tecnica e la conoscenza
scientifica: le tecniche evolvono rapidamente, non così le
conoscenze.
Un divario, una frattura peggiorata dagli Ogm. La genetica ha
lavorato nel campo delle manipolazioni tra specie e se si riesce a
superare la barriera, si apre un mondo sconosciuto. Di chimere e
clonazioni. E non parliamo mai più di “varietà”
transgeniche!
Perché?
“Varietà” non è un termine che si può
adoperare per gli Ogm o gli ibridi! Perfino il termine
“geneticamente modificate” ha secondo me un effetto edulcorante,
anestetizzante.
Ma “varietà” è addirittura contrario a ciò che
intendiamo. Le piante transgeniche sono brevettate, standardizzate,
clonate. Se andiamo in un supermercato non chiediamo “voglio
comprare un clone di pomodoro”… questo è il contrario
della varietà!
A chi obietta che nel modificare geneticamente piante e animali
non c’è niente di nuovo rispetto alla selezione e
all’allevamento cosa possiamo rispondere?
No. È un atto rivoluzionario che fa esplodere il divario tra
tecnica scientifica e conoscenza.
C’è un modo per controllare queste tecniche?
Una proposta… creiamo una polizia genetica europea?
Dunque non è una soluzione per l’agricoltura del
futuro?
C’è un caso emblematico che voglio raccontare. In Kenya un
grande campo di mais era stato attaccato da un parassita, e anno
dopo anno perdeva raccolti. Hanno provato a irrorare con pesticidi,
insetticidi. Niente, se non altri danni. Su consiglio di alcuni
indigeni, un anno hanno provato a piantare intorno una striscia di
erba-elefante, e una parte a legumi. Forse per un’associazione
vantaggiosa che ha rafforzato le piante, forse perché l’erba
“non aveva un buon odore” per i bruchi, fattostà che la
parassitosi è scomparsa. E il suolo ne ha guadagnato in
fertilità: i legumi scambiano azoto favorevolmente per i
cereali confinanti. Et voilà.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La frequenza e l’intensità degli eventi di caldo estremo sono in aumento: agricoltura e allevamento sono i settori colpiti più duramente con stress per le colture, gli animali e i lavoratori.
Negli ultimi decenni la pesca della maggior parte delle popolazioni di tonno è passata da una pratica intensiva che ha messo a rischio le popolazioni ittiche a una gestione virtuosa che rispetta l’equilibrio dell’ecosistema. Grazie anche alla certificazione MSC.
Le parole sanno sempre arrivare dritte al cuore. Così quando parliamo di terreno o suolo fertile, parliamo di humus. E “humus” ha la radice di “umano”.
Il Salvagente ha elaborato una classifica della frutta e della verdura italiana considerando il multiresiduo, ovvero la presenza simultanea di residui di pesticidi diversi su un solo campione.
Secondo uno studio di alcune università italiane, l’accessibilità economica di una dieta sana in Italia non è omogenea nel tempo e nello spazio. Il costo può superare anche i 200 euro mensili.
Un rapporto sugli allevamenti in Lombardia svela come il sistema produttivo intensivo superi le capacità del territorio causando problemi alla salute delle persone, dell’ambiente e degli animali.
La campagna “Per la salute, le api e gli agricoltori” punta a impedire che vengano concesse autorizzazioni illimitate per i pesticidi. I cittadini europei possono firmare la petizione online.
Un test di Altroconsumo ha evidenziato come spesso i burger vegetali contengano additivi e sale in quantità elevate, rivelandosi cibi ultra-processati.
Uno studio canadese ha osservato il legame tra il consumo di cibi ultra-processati nei bambini di 3 anni e il loro comportamento a 5 anni, rivelandone l’impatto.