Gli incendi definiti di “sesta generazione”, i più violenti ed estesi, sono sempre più frequenti in Europa, per colpa dei cambiamenti climatici.
Dopo il Regno Unito, anche l’Irlanda dichiara un’emergenza climatica e della biodiversità. “Stiamo raggiungendo un punto critico. Le cose precipiteranno presto se non agiamo velocemente, e la finestra per farlo si sta chiudendo”.
Il 9 maggio 2019 la Repubblica dell’Irlanda ha dichiarato un’emergenza climatica e della biodiversità. È il secondo paese al mondo a farlo, dopo che il Regno Unito è stato il primo, a inizio maggio, dichiarando un’emergenza climatica e ambientale.
“Stiamo raggiungendo un punto critico del deterioramento del clima. Le cose precipiteranno presto se non agiamo velocemente, e la finestra per farlo si sta chiudendo”, ha commentato il ministro della Comunicazione, dell’azione climatica e dell’ambiente Richard Bruton comunicando la dichiarazione.
“Quando si parla di emergenza – ha continuato Bruton – le persone spesso pensano a qualcosa di inaspettato che può essere risolto grazie a uno sforzo realizzato in un periodo di tempo relativamente breve. Ma questa emergenza non è così. Questa è un’emergenza più difficile, in cui dobbiamo cambiare profondamente i nostri comportamenti e farlo in modo duraturo”.
Leggi anche: Il Regno Unito dichiara l’emergenza climatica, è il primo paese al mondo
Il Partito repubblicano irlandese Fianna Fáil, nella coalizione di partiti al governo, ha infatti proposto un emendamento al rapporto sull’azione climatica del Parlamento irlandese, che è stato accettato senza bisogno di una votazione, arrivando così alla dichiarazione ufficiale.
“Dichiarare emergenza climatica non significa assolutamente nulla finché non ci saranno azioni a supporto“, ha commentato il leader del Partito verde irlandese Eamon Ryan che è stato colui che nei fatti ha presentato la mozione davanti alla Camera bassa del Parlamento, la Dail, in quanto nessun membro del Partito repubblicano era presente al momento della votazione. “Ora il governo dovrà fare cose che non vuole fare”, ha aggiunto.
Its official.Ireland becomes 2nd country in the world to declare a #ClimateEmergency & Dáil also agreed to endorse all the recommendations of the Oireachtas Climate Action Report .Definitely one of the highlights for me as a @greenparty_ie TD .My children are thrilled. pic.twitter.com/bcQhvYxvqx
— Catherine Martin TD (@cathmartingreen) 9 May 2019
La vice del Partito verde, Catherine Martin, ha affermato che “i giovani si sono resi conto che saranno i più colpiti dalla mancanza di vedute del governo. È quindi fondamentale che dichiarando emergenza climatica ci impegniamo ad attuare azioni concrete, reali e riconoscibili invece di semplicemente unirci attorno a concetti vaghi”.
La decisione è arrivata infatti a seguito delle proteste nelle città di Dublino e di Cork tenutesi le scorse settimane che chiedevano al governo di dichiarare, appunto, emergenza climatica, una richiesta gridata a gran voce dai movimenti per il clima Extinction Rebellion e gli scioperi studenteschi dei Fridays for Future.
BREAKING – The Irish government declares a climate and biodiversity emergency. This has seen them start to #TellTheTruth about some of the climate and ecological catastrophe. They must now halt biodiversity loss and go net #ZeroCarbon2025. @ExtinctRebelsIEhttps://t.co/dWK0cQFOP7
— Extinction Rebellion ?⌛️? (@ExtinctionR) May 9, 2019
L’emergenza climatica è un concetto, e uno stato, nuovo. Può essere dichiarata da un’autorità, come un governo o un consiglio comunale locale, ma è ancora difficile tracciare linee guida generali su quanto questa dichiarazione comporti nei fatti. Come spiega il giornale britannico Bbc, sebbene non esista ancora una definizione precisa di emergenza climatica, chi l’ha promossa e dichiarata si pone l’obiettivo di lavorare per la carbon neutrality in risposta alla crisi climatica imminente.
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