Università restituisce a Coca Cola 1 milione di dollari serviti per influenzare una ricerca a suo favore

1 milione di dollari rispediti a Coca Cola perché sarebbero serviti a sminuire il legame tra junk food e obesità. La scelta coraggiosa dell’Università del Colorado.

Serviva a distogliere lo sguardo dalla relazione tra scorrette pratiche alimentari e obesità, la donazione fatta nel 2014 da Coca Cola alla facoltà di Medicina dell’Università del Colorado per fondare il Global Energy Balance Network, gruppo no-profit di scienziati. Lo rivela il New York Times, riportando alcune dichiarazione della stessa Università: “L’obesità e gli altri problemi di salute collegati allo stile di vita e all’alimentazione sono questioni molto importanti per la salute personale e pubblica. Medici e ricercatori della facoltà di Medicina dell’Università del Colorado stanno compiendo significativi passi avanti sulla comprensione e la cura di questi problemi e la Coca Cola, fonte del finanziamento, non deve distrarli dai loro sforzi”.

 

obesità

 

In pratica il Global Energy Balance Network, su pressione dei finanziatori, avrebbe individuato nella mancanza di attività fisica la causa dell’obesità, minimizzando il ruolo negativo del junk food. Steven Blair, scienziato della University of South Carolina, vice presidente del gruppo di lavoro, in un video ha criticato i media perché incolpano i fast food e le bevande zuccherate per l’alto tasso di obesità nel Paese, dichiarando che non c’è “praticamente alcuna prova convincente che sia questa la causa”.

 

Il gruppo ha anche lanciato una campagna social su Facebook e Twitter dove promuove l’esercizio fisico come soluzione all’obesità, rimanendo praticamente in silenzio sul fronte cibo.

 

cibo spazzatura

 

Lo scorso agosto, il Center for science in the public interest  ha fatto circolare una lettera firmata da 37 scienziati e autorità sanitarie pubbliche accusando il Global Energy Balance Network di “spacciare assurdità scientifica”. In un’intervista, Michael F. Jacobson, direttore esecutivo del Cspi, ha elogiato l’Università del Colorado per la restituzione del denaro.

 

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