Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’obesità ha raggiunto proporzioni epidemiche ed è necessario intervenire per invertire subito la rotta.
Obesità e sovrappeso riguardano il 59 per cento degli adulti europei e un bambino su tre.
L’obesità è una malattia e un fattore di rischio per cancro, diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie.
Secondo l’Oms nessun Paese dell’Europa è sulla buona strada per diminuire l’obesità entro il 2025.
Tra le misure utili a contrastare l’emergenza, l’Oms individua la “sugar tax” che in Italia dovrebbe entrare in vigore nel 2023.
I tassi di obesità in tutta Europa hanno le proporzioni di un’epidemia e sono in aumento. A lanciare l’allarme è l’European Regional Obesity Report 2022 dell’Oms secondo le cui stime oltre un adulto su due (il 59 per cento) e un bambino su tre (il 29 per cento dei maschi e il 27 per cento delle femmine) sono sovrappeso o obesi.
Dai tumori al diabete, i fattori di rischio dell’obesità
L’obesità, ricorda l’Oms, è una vera e propria malattia oltre che un fattore di rischio per tumori (ne può causare almeno 13 tipi differenti), malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e malattie respiratorie croniche. L’obesità è ritenuta responsabile di 200mila casi di cancro all’anno in Europa e nei prossimi decenni, in alcuni Paesi, potrebbe superare il fumo come fattore di rischio per il cancro prevenibile. Sono riconducibili all’obesità 1,2 milioni di morti all’anno in Europa, il 13 per cento della mortalità totale.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i numeri dell’obesità sono destinati a crescere nei prossimi anni ed è necessario uno sforzo importante per invertire la tendenza. Attualmente, nessuno dei 53 Stati membri è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibilee per fermare l’aumento dell’obesità entro il 2025.
Nel contrasto a questa emergenza, l’Organizzazione mondiale suggerisce ai governi di adottare misure come la tassazione delle bevande zuccherate, la cosiddetta sugar tax, fondata sull’idea che un aumento di prezzo di questi prodotti possa convincere le aziende del settore a modificare le ricette e, dall’altra parte, scoraggiare e sensibilizzare i consumatori negli acquisti.
Un precedente rapporto dell’Oms registrava come solo 10 paesi su 53 abbiano adottato, in varie forme e modalità, la sugar tax: si tratta di Belgio, Finlandia, Francia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Principato di Monaco, Norvegia, Portogallo e Regno Unito. In Italia, il provvedimento è stato più volte rimandato e, salvo ulteriori proroghe, dovrebbe entrare in vigore dal 2023.
Le altre azioni indicate dall’Oms riguardano sussidi per l’acquisto di cibi sani, il miglioramento dell’accesso e dei servizi dell’assistenza sanitaria di base per questo tipo di problemi, la promozione dell’allattamento al seno, l’educazione alimentare a scuola, politiche per migliorare le abitudini a tavola e aumentare l’attività fisica fin dall’infanzia. Aspetti, questi ultimi due, su cui la pandemia da Covid-19ha influito negativamente.
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