Cheese 2017, i partner per un evento sostenibile

Chi sono e cosa hanno fatto le aziende che hanno collaborato con Slow Food per ridurre l’impatto di Cheese 2017.

Trecentomila visitatori non sono pochi, e hanno un impatto anche di tipo ambientale. Per questo è ormai da tempo che chi organizza Cheese, ovvero Slow Food, si impegna per ridurlo. Per farlo ha scelto fornitori, partner commerciali e collaborazioni all’insegna della sostenibilità: dalle stoviglie alla carta, dai pannelli informativi agli allestimenti, Cheese ha pensato a tutto in modo da ridurre il proprio impatto sul territorio.

Un’attenzione particolare è rivolta alla gestione dei rifiuti. Fare la raccolta differenziata richiede grandi sforzi che spesso ottengono pochi riconoscimenti. Nella precedente edizione la raccolta differenziata superò il 90 per cento. Un risultato raggiunto anche grazie a un espediente molto semplice, mettere un volontario accanto ad ogni postazione di bidoni per la raccolta, in modo da controllare che avvenisse correttamente. Un’esperienza ripetuta quest’anno.

raccolta differenziata
Un volontario accanto ad ogni postazione di bidoni per la raccolta, in modo da controllare che avvenga correttamente

Tra i materiali usa e getta di cui in una manifestazione come Cheese si fa gran uso ci sono le stoviglie. Migliaia di assaggi e degustazioni produrrebbero una montagna di plastica: per questo Cheese conferma per il 2017 l’utilizzo di stoviglie biodegradabili.

Cosa si può fare se si ricicla il Tetra Pak®, il caso Lucart

Tutto il materiale di carta a uso alimentare (quindi tovaglioli, fazzoletti e asciugatutto) proviene da Lucart Group. Grazie alla linea Fiberpack®, il materiale di carta presente a Cheese è realizzato con fibre di cellulosa riciclate dai cartoni per bevande in Tetra Pak®. Lucart è stata la prima ad avviare un progetto del genere nel suo settore, riciclando oltre 2,8 miliardi di cartoni per bevande in Tetra Pak® in soli 4 anni.
Abbiamo parlato con Tommaso De Luca, communication manager di Lucart
“La collaborazione di Lucart con Slow Food va avanti ormai da tempo, in particolare abbiamo fornito nostri prodotti in carta riciclata l’anno scorso nell’edizione del Salone del Gusto e Terra Madre a Torino a settembre, quest’anno a Genova per Slow Fish, e infine in questi giorni a Bra per Cheese 2017”.
“Lucart in particolare collabora con l’Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food, con sede a Pollenzo, vicino Bra. Quest’anno abbiamo fornito a Cheese una serie di prodotti in Fiberpack, una carta particolare derivante dal riciclo di cartoni per bevande tipo Tetra Pak®”.

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“Lucart, ormai dal 2010, ha messo a punto una tecnologia che le consente di riciclare al 100 per cento i materiali contenuti nei contenitori tipo Tetra Pak®. Questi prodotti sono composti da un 74 per cento di fibre di cellulosa non sbiancata, un 22 per cento di polietilene, e un 4 per cento di alluminio. Noi abbiamo investito nelle tecnologie per riuscire a separare questi materiali, in particolare per ricavare le fibre di cellulosa non sbiancata con le quali è fatta la maggior parte dei nostri prodotti, ma anche per raccogliere l’alluminio e il polietilene che insieme formano un materiale che noi abbiamo chiamato Alpe . Si tratta di un granulo che può essere utilizzato per fare altri prodotti. In particolare a Cheese 2017 (ma anche all’Università di Pollenzo) abbiamo fornito carta igienica, asciugamani e tovaglioli in carta riciclata, fatti proprio con la cellulosa recuperata dai cartoni in Tetra Pak® e trasportati in contenitori e su bancali fatti con questo granulato (Alpe).

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Tovaglietta in Fiberpack di Lucart © Vanessa Vettorello / Archivio Slow Food

Lucart dove riesce a raccogliere i contenitori in Tetra Pak® da riciclare?
In parte in Italia, grazie al Consorzio Comieco, ma in gran parte, purtroppo, li raccogliamo all’estero.

In effetti nella maggior parte dei casi non si sa mai dove gettare i contenitori in Tetra Pak® quando si fa la raccolta differenziata…
Sì, in questo senso può essere utile un sito come tiriciclo.it che dà le giuste indicazioni. In effetti, purtroppo, in Italia si riesce a raccogliere e differenziare correttamente solo una minima quantità di Tetra Pak®. Di solito si riesce al massimo a separare la fibra di cellulosa, ma non l’alluminio e il polietilene. All’estero la raccolta funziona meglio e il materiale che ci forniscono è più pulito.
Tutti questi prodotti che facciamo recuperando il Tetra Pak® sono poi a loro volta riciclabili. A parte la carta igienica, ovviamente.

Riciclare l’acciaio, la presenza di Ricrea

Presente a Cheese anche il Consorzio Nazionale per il riciclo e recupero degli imballaggi in acciaio, Ricrea, i cui “barattoli” sono diventati protagonisti di diversi laboratori informativi e dimostrazioni culinarie.  Roccandrea Iascone, responsabile comunicazione e relazioni esterne, ci ha spiegato: “Lo stand Ricrea è stato collocato vicino agli stand gastronomici dedicati alla pizza, dove il consorzio ha racontato la filiera dell’acciaio legandola a uno dei protagonisti della pizza: la passata di pomodoro, e in particolare il barattolo in cui è contenuta”.

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Vanessa Vettorello / Archivio Slow food

Bancali ecologici da riutilizzare, l’idea di Palm

Tutti gli arredi degli spazi espositivi di Cheese (e soprattutto le bancarelle dei casari) sono realizzati con i Greenpallet Palm, certificati Pefc e secondo i principi del design sistemico, ovvero in grado di diminuirne l’impronta ecologica.
Primo Barzoni, amministratore delegato di Palm, ci ha spiegato in che modo si stanno impegnando a ridurre l’impatto ambientale della manifestazione.
Lurisia compra i pallet da noi e li dà in comodato d’uso ai casari presenti a Cheese per farci le bancarelle, per poi recuperarli al termine della manifestazione per utilizzarli nella propria attività. Si riduce così l’impronta ambientale dell’evento, in linea con l’impegno di Slow Food per rallentare il cambiamento climatico”.

Primo Barzoni, amministratore delegato di Palm
Primo Barzoni, amministratore delegato di Palm

“La novità di quest’anno è che siamo certificati ISO 14067 (lo standard internazionale che definisce i principi, i requisiti e le linee guida per il calcolo dell’impronta climatica dei prodotti, in collaborazione con le norme sulla valutazione del ciclo di vita e sulle etichette e dichiarazioni ambientali, ndr). Fino all’anno scorso ci siamo affidati a un’altra normativa, sancita dal ministero dell’Ambiente, seconda la quale la nostra impronta ambientale si è ridotta del 37 per cento dal 2007 al 2016. Il nostro obiettivo è arrivare al meno 50 per cento entro il 2020. Questa nuova certificazione per noi è importante per essere più credibili di fronte ai nostri clienti, specialmente per alcuni grandi gruppi come Tetra Pak. Mapei, Schneider, attenti agli acquisti responsabili.
In questa edizione di Cheese abbiamo voluto organizzare tre incontri dedicati al ruolo della filiera del legno nel contrasto al cambiamento climatico. In particolare vorremmo che il cliente e il consumatore finale possano sapere se il legno dei prodotti che acquistano proviene da una filiera sostenibile da un punto di vista ambientale ed etico”.

 

Lurisia e Slow Food, insieme da vent’anni

Con Slow Food, Lurisia (produttrice di acque minerali e bibite) condivide le radici nella provincia di Cuneo e uno sguardo attento alla sostenibilità. “Lurisia ha deciso di mettere l’ambiente al secondo posto della sua scala di valori. Al secondo posto perché al primo c’è l’uomo, che deve prendersi cura e difendere l’ambiente in cui vive. Il terzo valore è quello della sostenibilità, anche economica. Perché non vediamo il profitto come fine a se stesso, ma come un modo di sostenere l’azienda e le persone che ci lavorano. Potrei elencare tutti gli altri valori in cui crediamo, ma cito solo l’ultimo: il fare. Perché senza la concretezza tutto il resto non dà frutti”, ci ha spiegato il presidente di Lurisia Alessandro Invernizzi. “Collaboriamo con Slow Food da vent’anni proprio per questo; perché abbiamo in comune il valore del ‘fare’ e la valorizzazione e tutela dell’ambiente. Da questa collaborazione stiamo imparando molto reciprocamente, ad esempio per quanto riguarda la progettazione dei nostri stand, che, il più possibile sono riciclabili; in effetti utilizziamo molti degli stessi componenti per le varie edizioni delle manifestazioni Slow Food nelle quali siamo presenti”.

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Lo stand Lurisia a Cheese 2017 © Paolo Properzi / Archivio Slow food

“Inoltre, sono ormai tre anni che in queste manifestazioni collaboriamo con Palm, da cui compriamo i bancali della loro filiera controllata, che mettiamo a disposizione gratuita degli espositori per realizzare gli stand, per poi riprenderceli a manifestazione conclusa e utilizzarli nella nostra attività commerciale. Lavoriamo molto con il riutilizzo delle bottiglie, sia con bar e ristoranti, sia con i clienti privati. A Milano, ad esempio, esiste il servizio Enjoy Lurisia. Pensate che noi abbiamo iniziato a usare il vuoto a  rendere nel 1998, e all’inizio, per sei mesi, abbiamo prodotto bottiglie senza il marchio Lurisia in rilievo sul vetro. Ebbene, se ci fate caso, potrete imbattervi anche voi in una di queste bottiglie. E, in questo caso, saprete che quella singola bottiglia ha ormai 19 anni.
Infine, per questa edizione di Cheese, abbiamo deciso di servire la nostra acqua e le nostre bibite in bicchiere in modo da poter controllare ancor meglio il riutilizzo e il riciclo delle bottiglie tenendole all’interno del nostro stand”.

A Cheese 2017 caffè da macchine sostenibili con Astoria

L’azienda veneta Astoria è partner tecnico dell’evento, con le sue macchine per il caffè progettate per ridurre al minimo i consumi e per essere facilmente riciclabili a fine vita. Il responsabile aziendale delle relazioni con Slow Food, Roberto Marchetto, ci ha spiegato il loro impegno, riassunto nel concetto di Slow Espresso Experience, e specificando: “Abbiamo ragionato in particolare su cosa succede alla fine della vita delle nostre macchine, noi ne produciamo circa 40mila all’anno e le esportiamo in oltre 140 paesi. Il nostro compito è quello di utilizzare il più possibile materiali riciclabili. La partnership con Slow Food è stata la naturale evoluzione di una condivisione di valori importanti quali il rispetto per il prodotto e la tutela delle biodiversità, la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico, la riduzione degli sprechi e l’uso efficiente dell’acqua”.

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Durante Cheese, il Coffee Truck Astoria ha funzionato come Caffetteria dei Presìdi Slow Food

Durante Cheese, il Coffee Truck Astoria ha funzionato come Caffetteria dei Presìdi Slow Food proponendo ai visitatori l’esperienza di un caffè espresso preparato con la top di gamma Plus 4 You TS, macchina per caffè espresso a basso impatto ambientale che consente di ridurre i consumi fino al 47,6 per cento rispetto alle tradizionali macchine.

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