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Noi siamo il nostro corpo. In ogni muscolo si iscrivono le nostre emozioni che se non vengono espresse vivono in profondit
Una gola contratta racchiude il dissenso negato, le spalle rialzate e tese portano in sé la paura, le gambe rigide esprimono il timore dell’autoaffermazione. Gli esercizi della terapia bioenergetica nascono proprio per sciogliere e liberare i blocchi muscolari che impediscono all’energia di fluire liberamente. Individuando le tensioni diffuse in zone più o meno vaste del corpo, la pratica bioenergetica favorisce l’evoluzione personale: dopo la prima fase di apprendimento di ciò che accade al corpo (ri-conoscimento) si sperimenteranno nuove modalità di risposta allo stress fisico e/o emotivo.
Ognuno può sentire come modificare i propri schemi d’azione per evitare contrazioni e dispendi energetici inutili. Durante le sessioni passano molte informazioni utili, sia a livello propriocettivo (inizio a sentire cosa dice il corpo e non l’Io) sia a livello eterocettivo (attraverso l’altro sento cosa accade al mio corpo, come agisco e re-agisco in relazione).
Nel contattare i blocchi muscolari, espressione di blocchi energetici, è facile lasciarsi guidare dalla coscienza corporea e non dalla coscienza dell’Io. È difficile, ma non impossibile, ascoltare e seguire la voce profonda del corpo se si cerca di provare nuove modalità di movimento e di respirazione. Nell’esperienza del nuovo possiamo lasciarci sorprendere dall’imprevisto e poco a poco riuscire a lasciar fluire il respiro e a esprimere le emozioni attraverso l’uso libero del suono e della voce (sospiro, lamento, sbadiglio, respiro rumoroso, risata, pianto e così via).
Il rilasciamento muscolare e l’approfondimento della respirazione infondono una sensazione di piacere diffuso, ma a volte possono determinare reazioni fisiche del tutto normali come formicolio, nausea (alcalosi) e vibrazioni. Non spaventiamoci! Si tratta dell’ossigenazione cellulare a cui il corpo contratto non è abituato! Ognuno sa fin dove può arrivare, conosce i propri limiti fisici e conosce il confine tra lo sperimentare (fin dove è consentito per l’organismo) e il forzare (controllo cosciente). Seguite il vostro buon senso e lasciatevi coinvolgere fin dove volete, ricordando che le emozioni non sono qualcosa di estraneo di cui sbarazzarsi o di “cattivo” da giudicare.
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