Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
Viviamo in un mondo caratterizzato da molte crisi: sanitaria, economica e climatica. Da qui, nasce l’idea di creare una Costituzione della Terra.
La pandemia di Covid-19 scoppiata nel 2020 ha rivelato la fragilità sistemica della nostra economia e delle società di fronte a un’emergenza sanitaria di portata globale. Ma la pandemia non è un fenomeno nuovo o slegato da altri fattori che minacciano la nostra sopravvivenza sulla Terra.
Attualmente viviamo in un mondo caratterizzato da molteplici crisi: sanitaria, economica, climatica e della natura. Da questa consapevolezza, prende il via la proposta di Luigi Ferrajoli: creare una Costituzione della Terra. Per salvaguardare la salute umana, sostiene il filosofo e giurista, è necessaria una transizione verso una società e un’economia sostenibili, operata dai governi che devono mettere in campo una risposta forte di cambiamento.
L’umanità, davanti alle emergenze e alle sfide globali che mettono a rischio la sua sopravvivenza, si trova sul cammino dell’estinzione. Un’estinzione che però non ha nulla di naturale, bensì appare più come un “suicidio di massa” dovuto ai comportamenti irresponsabili reiterati negli anni.
Un’alternativa per assicurare la sopravvivenza dell’umanità esiste, a patto però di ricostituire un patto di convivenza con la Terra, con le altre specie (animali e vegetali) e con le generazioni future che la popolano e la popoleranno. Ferrajoli propone la Costituzione della Terra come unica via percorribile.
Lo scopo è creare un’economia e una società ecosostenibili e incentrate sulla cooperazione internazionale, al fine di garantire uguale dignità a tutte le persone e sopperire ai danni antropici causati al pianeta, come la deforestazione e l’emissione di gas serra.
È questa, per l’autore e filosofo, l’unica strada per garantire un futuro alla specie umana e alle altre specie viventi, nonché per immaginare e realizzare un futuro diverso, lontano dalla “vecchia normalità” dell’insostenibilità.
“Il Covid-19 non è solo un campanello d’allarme, ma è una prova generale per il mondo delle sfide a venire.
La pandemia ci ha insegnato che le nostre scelte contano. Mentre guardiamo al futuro, assicuriamoci di scegliere saggiamente”, ha detto Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite. Scegliere significherebbe considerare seriamente una serie di misure a livello globale per abbattere e cambiare dei modelli di consumo ormai insostenibili, l’urbanizzazione e distruzione dell’habitat naturale. Riflettere sull’impatto del Covid-19 sulla nostra società può aiutare l’umanità ad apportare un cambiamento sempre più urgente e necessario.
Come disse Stephen Hawking in una frase resa famosa dai Fridays for Future e dalla più celebre attivista per l’ambiente Greta Thunberg, “There is not plan B beacause there is not Planet B” (“Non c’è un piano B perché non c’è un Pianeta B”).
L’approfondimento di questa notizia a cura della redazione è su Money.it
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