Biologico

La marea bio non si arresta mai. 43,7 milioni gli ettari coltivati in tutto il mondo

Record bio dappertutto, numero di produttori, ettari di campi agricoli bio, crescite sbalorditive (+40% in Svezia). E l’Italia svetta in Europa.

Macina record dopo record il settore del biologico, dall’agricoltura al mercato dei prodotti.

Come ogni anno l’Istituto di ricerca dell’agricoltura biologica (FiBL) e l’Ifoam, la Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica, presentano in questo periodo i dati globali più recenti sull’agricoltura biologica.

I numeri sono raccolti nell’edizione 2016 dello studio The World of Organic Agriculture. Bisogna ricordare che nonostante la rapida crescita negli ultimi due decenni la produzione biologica rappresenta ancora solo l’1% dei terreni agricoli globali.

 

Il trend di crescita del bio registrato negli ultimi anni continua

Una marea di dati positivi: aumentano in continuazione le superfici agricole coltivate con metodo biologico e la domanda dei consumatori, cosa che si riflette sul settore che vede l’aumento più significativo (ben 11%) negli Stati Uniti, il mercato biologico più grande al mondo.

Gli agricoltori biologici sono sempre di più, così come le aziende certificate. I paesi in cui si registra l’attività di aziende che praticano metodi di coltivazione sostenibile sono 172 (da 170 che erano l’anno scorso), cioè ormai la quasi totalità degli stati del mondo.

Nel 2014 sono stati segnalati 2,3 milioni di produttori biologici, un massimo storico.

Gli ettari di terreno attualmente gestiti applicando metodi di coltivazione sostenibile sono 43,7 milioni, quasi 0,5 milioni di ettari in più alla precedente rilevazione (dati 2013).

Il 40% della superficie agricola biologica globale si trova nel continente dell’Oceania (17,3 milioni di ettari), seguita dall’Europa (27%, corrispondente a 11,6 milioni di ettari) e in America Latina (15%, pari a 6,8 milioni di ettari).

Il Paese con la più grande superficie coltivata con metodo biologico è l’Australia (17,2 milioni di ettari, con il 97% di quella zona utilizzata per i pascoli in realtà); seguono l’Argentina (3,1 milioni di ettari) e gli Stati Uniti (2,2 milioni di ettari).

Naturalmente, i paesi con la più grande quota di terreni biologici rispetto al numero totale di terreni agricoli sono i più piccoli, le isole Falkland (36,3%), Liechtenstein (30,9%) e Austria (19,4%), perché lì basta una piccola area che diviene pesticidi-free a far balzare in avanti il totale.

 

Il valore del mercato globale del bio è 80 miliardi di dollari

Il mercato globale dei prodotti biologici ha raggiunto nel 2015 il valore di 80 miliardi dollari (oltre 60 miliardi di euro) secondo le stime effettuate dalla società di ricerche di mercato Organic Monitor. L’anno scorso era di 72 miliardi, ed è più che quintuplicato negli ultimi 15 anni.

Il primo mercato al mondo è quello degli Stati Uniti, che vale 27,1 miliardi di euro. Al secondo posto la Germania (7,9 miliardi), seguita dalla Francia (4,8 miliardi di euro) e la Cina (3,7 miliardi di euro).

Negli Usa dunque il mercato bio raggiunge un valore pari a 35,9 miliardi di dollari (31,6 miliardi di euro). Rispetto al 1997, anno in cui l’Organic Trade Association (Ota) ha rilevato per la prima volta il fatturato bio statunitense, è praticamente decuplicato. Allo stesso tempo la quota bio sul fatturato alimentare è di quasi il 5%, riferisce ancora l’Ota.

Il Paese che però ha registrato negli ultimi anni una crescita sbalorditiva è la Svezia, che ha toccato un sorprendente più 40%.

La spesa pro capite più alta si registra invece in Svizzera (221 ​​euro) e in Lussemburgo (164 euro).

 

L’Italia svetta in Europa: dati interessanti e vari

L’Unione europea ha registrato un aumento del mercato del 7,6% a quota 26 miliardi.

Per quando riguarda le aree coltivate all’interno dell’Unione europea il 6% è bio con l’Italia che spicca con circa l’11% di superficie agricola coltivata col metodo biologico.

In Italia l’11% di superficie agricola è coltivata col metodo biologico. Se in termini di superficie destinate al bio emerge la Spagna (1,7 milioni di ettari), l’Italia assume la leadership di estensione di colture con 1,4 milioni di ettari di superfici coltivate a cereali, olive e viti. Rilevante, poi, è la superficie coltivata a olivicoltura e viticoltura, una estensione che porta l’Italia tra i maggiori produttori al mondo di queste, che sono le più pregiate colture bio.

La Germania rappresenta il maggiore mercato europeo: nel 2014 è cresciuto del 4,8%. In cifre assolute il fatturato bio è salito da 7,55 a 7,91 miliardi di euro, secondo l’Arbeitskreis Biomarkt che ha elaborato i dati rilevati dagli istituti di ricerche di mercato tedeschi Gesellschaft für Konsumforschung GfK, Nielsen, BioVista e la Klaus Braun Kommunikationsberatung.

La Francia recupera terreno nei confronti della Germania salendo del 10%, fino a 5 miliardi di euro di fatturato. Nove consumatori su dieci scelgono come minimo di tanto in tanto prodotti bio, sei su dieci almeno una volta al mese. Per far fronte a questa domanda, sempre più agricoltori si convertono al biologico facendo segnare un incremento del 4% della superficie coltivata secondo criteri bio che ha ormai superato gli 1,1 milioni di ettari, secondo l’agenzia Agence Bio.

Anche in tutto il Nord Europa nel 2014 il fatturato bio è cresciuto, con molti distinguo. In Danimarca la quota di prodotti bio rispetto al convenzionale è dell’8%, in Norvegia raggiunge soltanto l’1,4%. In Danimarca sono ormai biologici una carota su quattro e un litro di latte su quattro (il 29% riferito al fatturato). Non solo. È il Paese che esporta la maggior quantità di prodotti bio (soprattutto verso Germania, Svezia, Francia e Paesi Bassi), realizzando introiti pari a 204 milioni di euro. Fino al 2020 questo valore potrebbe più che raddoppiare, secondo le previsioni dell’associazione di settore Organic Denmark.

Nel 2014 il mercato bio della Svezia è esploso: infatti è aumentato di oltre il 38% raggiungendo una quota di mercato del 5,6%. Stando ai dati forniti da Ekoweb, alla fine del 2014 il fatturato si aggirava su 1,6 miliardi di euro. Rimane fanalino di coda la Norvegia dove il fatturato bio si è aggirato sui 256 milioni di euro, dato piuttosto basso.

In lenta ripresa la Gran Bretagna, dopo anni di ristagno. Nel 2014, con una crescita del 4%, il settore degli alimenti biologici ha realizzato nel Regno Unito un fatturato di 1,86 miliardi di sterline (2,53 miliardi di euro).

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