La Nasa lancia un satellite per studiare l’anidride carbonica

L’agenzia spaziale americana ha lanciato in atmosfera un satellite progettato per studiare la diffusione e l’assorbimento dei gas a effetto serra.

Ogni giorno circa cento milioni di tonnellate di anidride carbonica vengono rilasciate nell’atmosfera, alimentando così il riscaldamento globale. Solo la metà della CO2 però rimane lassù, l’altra metà cade a terra. Gli scienziati sanno che parte della CO2 che torna sulla terra si dissolve negli oceani, mentre è ancora un mistero dove finisca la quantità restante.

 

«Da qualche parte sulla terra un quarto di tutte le nostre emissioni di anidride carbonica rilasciate attraverso le emissioni dei combustibili fossili sta scomparendo – ha detto David Crisp, ricercatore presso il Jet Propulsion Laboratory della Nasa – non siamo ancora riusciti a identificare i processi responsabili. Non sarebbe bello sapere dove finisce?».

 

Per trovare le risposte a questi interrogativi l’agenzia spaziale americana ha organizzato la prima missione Nasa interamente dedicata al monitoraggio dell’anidride carbonica nell’atmosfera. Protagonista della missione sarà Orbiting Carbon Observatory-2 (OCO-2), un satellite in grado di mappare con precisione la distribuzione di anidride carbonica, evidenziando le regioni a più alta concentrazione. OCO-2 rappresenta un nuovo strumento per comprendere i processi che regolano la produzione e l’assorbimento dell’anidride carbonica, e di conseguenza per conoscere meglio i cambiamenti climatici.

 

Il satellite volerà sopra entrambi i poli ad un’altitudine di 705 chilometri e osserverà gli stessi punti ogni 16 giorni, per registrare l’aumento e la diminuzione dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera nelle varie stagioni. Gli scienziati in particolare si chiedono come le piante riescano ancora ad assorbire gran parte della CO2 prodotta e come abbiano fatto a tenere il passo delle emissioni, quasi triplicate dal 1960.

 

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«Con la missione OCO-2, la Nasa contribuirà con una nuova fonte di osservazioni globali alla sfida scientifica di capire meglio la nostra Terra e il suo futuro», ha dichiarato Michael Freilich, direttore della divisione di Scienze della Terra della Nasa. Per misurare i livelli di anidride carbonica, OCO-2 userà tre spettrometri, strumenti in grado di misurare l’assorbimento della luce dovuto all’anidride carbonica e all’ossigeno, permettendo così di stimare la concentrazione di questi gas nell’atmosfera.

 

Il satellite sarebbe dovuto partire il primo luglio dalla base dell’aeronautica militare di Vandenberg in California, un guasto negli equipaggiamenti di terra ha però costretto la Nasa a rimandare il lancio del satellite. Il lancio è ora programmato per il 2 luglio, alle 9.56 ora italiana.

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