Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
A Bonn, davanti la sede dove si riunisce il COP 6 per i negoziati sul clima, ambientalisti e manifestanti hanno portato una grossa scialuppa di legno a simboleggiare il rischio dell’innalzamento dei mari.
La grande scialuppa di salvataggio (30 m x 6 e alta 4m) sarà
costruita con tavole di legno, alcune delle quali portate dai
singoli gruppi partecipanti con un proprio slogan o col proprio
nome. Poi migliaia di militanti, vestiti di azzurro o di blu per
simboleggiare le acque sollevate dal cambiamento climatico, faranno
“navigare” la scialuppa fino al palazzo dove si svolgerà il
Vertice. Per tutta la durata dell’incontro internazionale essa
rimarrà lì, a simboleggiare il rischio che la Terra
sta correndo e le richieste dei cittadini perché si sblocchi
il negoziato e si prendano urgenti e positive decisioni per salvare
il clima.
Gli Amici della Terra non sono nuovi a queste forme di
mobilitazione. Lo scorso dicembre all’Aia migliaia di militanti
costruirono un’enorme diga di fronte al palazzo dove si svolgeva la
COP 6 (si vedano le foto su
“www.foeeurope.org/lifeboat/dike.htm”)
Anche dopo l’interruzione del negoziato e il rinvio a Bonn, la
mobilitazione è continuata. Dopo l’annuncio di Bush di voler
recedere dal Protocollo di Kyoto, oltre 100 mila messaggi di
protesta sono stati inviati alla casa Bianca passando per il sito
degli Amici della Terra Europei, tanto che il server della
residenza del Presidente USA è collassato più
volte.
Ora una grande macchina organizzativa, coordinata dagli Amici della
Terra tedeschi (BUND) si è messa in moto. Nei prossimi
giorni saranno fornite informazioni pratiche sul come partecipare
all’iniziativa, sia recandosi a Bonn sia contribuendo, anche
economicamente, alla sua riuscita.
Tullia Censon
Ufficio Stampa
Amici della Terra
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