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La terra, dal punto di vista religioso, costituisce il fondamento, la sorgente generatrice di tutte le forme dell’esistenza.
Tra i grandi antropologi e storici delle religioni che hanno
esplorato i significati, i simboli, i miti legati alla terra non
possiamo dimenticare Eliade e Grinnell.
Quest’ultimo, in particolare, fa notare come innumerevoli
popolazioni dell’America settentrionale veneravano la terra,
considerandola profondamente sacra: fonte della vita e suo luogo
rigenerativo.
Grinnell ci ricorda come un Cheyenne, all’inizio del XX secolo,
spiegava ad un visitatore la sacralità della terra: “
È tramite la terra che noi viviamo. Senza di essa non
potremmo esistere. Essa ci nutre e ci sostenta. Da essa crescono i
frutti che mangiamo; l’erba nutre gli animali e con la loro carne
noi continuiamo a vivere; da essa scaturisce l’acqua che noi
beviamo, la quale scorre sulla sua superficie. Noi camminiamo sopra
di essa, e se la terra non fosse solida e stabile noi non potremmo
vivere.”
La straordinaria lezione del Cheyenne consiste proprio in questo:
il significato religioso della terra comprende ogni forma di
esistenza che si manifesta attraverso la sua potenza sacrale.
Dall’acqua alle foreste, dalle montagne alla vegetazione, la terra
è una sorgente instancabile di vita.
Una lezione non solo per il visitatore, ma anche, e soprattutto,
per l’uomo d’oggi, che in nome della tecnica non esita a profanare
la terra, con tutte le sue conseguenze etiche e ambientali –
Fabio Gabrielli
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