La Trasmissione Orale Del Kung Fu

La pratica marziale cinese

Il primo va ricercato nel fatto che chi, nell’antica Cina, era in
grado di leggere e scrivere (letterati, religiosi, ricchi…),
mostrava scarso interesse per questo tipo di attività, o
addirittura la osteggiava, poiché molte rivolte popolari,
così come diverse Società Segrete, sono nate negli
ambienti marziali.

Il secondo è figlio della lingua Cinese, la qual è
composta da qualche centinaio di monosillabi e ogni sillaba
può avere più di un significato. Risulta evidente
dunque quanto possa essere difficile per un apprendista marziale
comprendere, nel modo corretto, un insegnamento che gli è
proposto sotto forma di pagine scritte: era molto meglio avere un
diretto contatto con il proprio Maestro, solo questo gli avrebbe
garantito un livello di conoscenza adeguato per sé e per i
suoi futuri allievi.
Se già mettere per iscritto degli insegnamenti in lingua
Cinese suscitava incomprensioni in coloro i quali li avrebbero
letti, si pensi alle imperfezioni che si sono accumulate nelle
traduzioni dei testi ritrovati nelle lingue occidentali
(soprattutto in Inglese, giacché gli Americani sono stati i
primi ad interessarsi del Kung Fu su grande scala).

Un altro importante motivo per cui il Kung Fu non è
protagonista di molti trattati, va ricercato spesso nell’avarizia
ad insegnare: conoscere delle tecniche segrete avrebbe assicurato
un notevole vantaggio sull’avversario in combattimento, cosa da non
sottovalutare, dal momento che nell’antica Cina non esisteva la
pratica marziale per divertimento o per competizione sportiva, chi
era costretto a combattere metteva in gioco la propria vita.

Massimiliano Gennari

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