L’agonia degli orsi polari racchiusa in una foto

Una fotografia scattata alle Svalbard mostra con cruda chiarezza il fenomeno dello scioglimento dei ghiacci artici che sta minacciando la sopravvivenza degli orsi (e di tutti noi).

L’orso polare (Ursus maritimus) è il più grande carnivoro terrestre del pianeta, in grado di superare i due metri e mezzo di lunghezza per gli ottocento chili di peso. Quello fotografato da Kerstin Langenberger in un’isola dell’arcipelago delle Svalbard, nel Mar Glaciale Artico, invece, è una pallida caricatura del maestoso plantigrado.

L’autrice dello scatto, pubblicato il 20 agosto 2015, è la fotografa Kerstin Langenberger, che spiega di aver catturato l’immagine nelle Svalbard, un arcipelago norvegese nel Mar Glaciale Artico.
L’autrice dello scatto, pubblicato il 20 agosto 2015, è la fotografa Kerstin Langenberger, che spiega di aver catturato l’immagine nelle Svalbard, un arcipelago norvegese nel Mar Glaciale Artico.

Un orso denutrito e spossato

L’immagine catturata dalla fotografa naturalista per conto del Wwf mostra un animale denutrito e spossato, che avanza con passo malfermo su un’esile lastra di ghiaccio. La fotografia, con tutta la sua potenza espressiva, ci mette di fronte alle nostre responsabilità documentando le conseguenze dei cambiamenti climatici.

A causa dell’aumento delle temperature globali i ghiacci artici si stanno sciogliendo, fondendo letteralmente l’habitat degli orsi polari e costringendoli a percorrere grandi distanze, anche a nuoto, in cerca di cibo. Queste condizioni impongono agli animali periodi di digiuno sempre più lunghi, molti orsi, stremati dalla fame e dalla fatica, non riescono a sopravvivere.

orso polare
A causa dei cambiamenti climatici l’Artico si sta letteralmente fondendo sotto le zampe degli orsi polari, la cui sopravvivenza è a rischio

Normalmente gli esperti considerano le Svalbard una zona non a rischio per gli orsi polari, dove la loro popolazione è stabile. La situazione che si trova visitando di persona l’arcipelago, testimonia però la fotografa, sarebbe un’altra: ghiacci che si ritirano a colpo d’occhio, e femmine affamate, ferite, con cuccioli che spesso non sopravvivono ai primi due anni di vita.

Se i maschi infatti trascorrono tutto l’anno sulla banchina polare, dove possono nutrirsi delle loro prede naturali, le foche, rimanendo così in perfetta salute, le femmine hanno spesso un altro destino. Recandosi sulla terra ferma per dare alla luce i cuccioli, spesso resterebbero bloccate a riva dal brusco ritirarsi del ghiacci nel periodo estivo, in un ambiente che non rappresenta per loro estraneo, e dove sono facilmente vittima della scarsità di cibo e di incidenti.

La foto di Kerstin Langenberger, vidimata dal Wwf, ora rappresenta un monito dell’urgenza e della gravità della situazione, e delle conseguenze inevitabili che avrà lo scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento globale.

Dall’altra parte del Mar Glaciale Artico, secondo i dati raccolti dagli scienziati nella Baia di Hudson, in Canada, per ogni settimana di anticipo sulla fusione dei ghiacci gli orsi perdono dieci chili di peso, fanno difficoltà ad allattare i cuccioli e sono visibilmente in condizioni di salute precarie. Questo perché rimangono più a lungo sulla terraferma, prolungando i periodi di digiuno.

orso cambiamenti climatici
Grazie alle zampe palmate, un orso polare può nuotare alla velocità di 10 chilometri orari

Perché l’orso polare è vulnerabile

La sopravvivenza della specie, classificata come “vulnerabile nella Lista Rossa della Iucn, è a rischio. Secondo le stime dovrebbero sopravvivere in natura circa 20-25mila esemplari, il cui futuro è sempre più cupo.

Gli orsi abitualmente vagano sulla banchisa ghiacciata in cerca di foche, le loro prede preferite, il ghiaccio artico sta però scomparendo, assottigliandosi anno dopo anno. A causa dei cambiamenti climatici il ghiaccio marino si fonde prima in primavera e si forma più tardi in autunno.

scioglimento dei ghiacci
A causa della fusione dei ghiacci gli orsi polari sono costretti a percorrere chilometri e chilometri, anche a nuoto, in cerca di cibo

Secondo i dati raccolti dagli scienziati nella Baia di Hudson, in Canada, per ogni settimana di anticipo sulla fusione dei ghiacci gli orsi perdono dieci chili di peso, fanno difficoltà ad allattare i cuccioli e sono visibilmente in condizioni di salute precarie.

Proprio come lo sfortunato mammifero protagonista della foto della Langenberger. La fotografa tedesca ha pubblicato l’immagine su Facebook con un commento amaro.

“Per turisti e fotografi la ragione principale per recarsi a Svalbard è quella di vedere gli orsi polari. A prima vista, tutto è come è sempre stato, con una delle popolazioni di orso polare più facilmente accessibili del mondo, fortemente protetta”. La realtà però è ben diversa.

orsa con cucciolo

“Ho visto orsi terribilmente magri”

“Mi sono resa conto che gli orsi in salute sono quasi esclusivamente i maschi che rimangono sulla banchisa tutto l’anno. Le femmine, al contrario, sono magrissime. Le mamme tendono a rimanere bloccate sulla terraferma e a perdere i cuccioli. Solo poche volte ho visto madri in carne con giovani altrettanto in salute. Spesso ho visto orsi terribilmente magri, come l’esemplare che ho fotografato. Una femmina ridotta ad uno scheletro, con problemi alla zampa anteriore, che vagava sulla banchisa nel disperato tentativo di cacciare un tricheco”.

Leggi anche: L’orso polare che soffre la fame per colpa del riscaldamento globale ritratto dal fotografo Paul Nicklen

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