Le B Corp preparano lo sbarco in Europa

Sono ormai quasi mille nel mondo, suddivise in 32 Paesi. La maggior parte si concentra negli Stati Uniti. Ci vuole una legge per farle arrivare in Italia.

Il 2014 è l’anno del lancio delle B Corp, società che ottengono una certificazione rilasciata da B-Lab, in Europa. Nate negli Stati Uniti, le benefit corporation (società attente sia al profitto sia alla sostenibilità sociale e ambientale) potrebbero presto arrivare anche in Italia. Da qualche settimana si è messa in moto una macchina che ha lo scopo di far approvare una legge che le preveda. Se oggi un’impresa italiana, sia essa una coop o una spa o una srl, può certificarsi e diventare una B Corp, non può però essere una benefit corporation perché questo status legale non esiste ancora.

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È questo il lavoro che sta conducendo B Lab assieme a Nativa, attualmente l’unica B Corp certificata in Italia. Per diffondere questo nuovo modo di fare impresa, Nativa è in contatto con varie organizzazioni, tra cui le università Cattolica e Bocconi. Inoltre, sta creando un pool di una quindicina di aziende potenzialmente B Corp per creare una founding class, un gruppo di pionieri che si uniscano per pressioni dal punto di vista legislativo. La definizione giuridica è importante per accelerare ulteriormente la diffusione e superare molti dei vincoli rappresentati dalla legislazione sull’impresa sociale.

Oggi le benefit corporation sono quasi mille nel mondo, suddivise in 32 Paesi e rappresentate in circa 60 settori produttivi. La maggior parte si concentra negli Stati Uniti, dove la legge è stata approvata in 20 Stati ed è in corso di approvazione in altre sedici.

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