Come si vota con la nuova legge elettorale e come funziona il Rosatellum

La nuova legge elettorale un misto di maggioritario e proporzionale e invita alla creazione di coalizioni. Ecco come si vota il prossimo 4 marzo con il Rosatellum.

La nuova legge elettorale, con cui si andrà a votare alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo 2018 per il rinnovo del Parlamento, è stata approvata in via definitiva, dopo che il governo ha posto la questione di fiducia sia alla Camera che al Senato. Il cosiddetto “Rosatellum bis”, dal nome del suo ideatore, il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato, consentirà di armonizzare le modalità di elezione per la Camera dei Deputati e per il Senato della Repubblica, dove in particolare una legge elettorale non c’era, con il rischio di creare maggioranze diverse e dunque impossibilità di governare. Ecco come si vota e come funziona la nuova legge.

Proporzionale e maggioritario

Il Rosatellum bis delinea un sistema elettorale misto:

  • per due terzi proporzionale per rispondere a un’esigenza di rappresentanza: i seggi in Parlamento sono assegnati in percentuale rispetto ai voti presi.
  • per un terzo maggioritario per garantire un minimo di governabilità: chi prende anche solo un voto in più si accaparra il seggio, gli altri restano a casa.

Camera dei deputati

I 630 deputati della Camera saranno così eletti:

  • 232 seggi sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui verrà proclamato eletto il candidato più votato (i seggi assegnati a ciascuna regione rispettano la proporzione di voti a livello nazionale, mentre al Trentino Alto Adige ne spettano 6, al Molise 2, alla Valle d’Aosta 1).
  • 386 seggi sono assegnati in collegi plurinominali e con listini bloccati con metodo proporzionale.
  • 12 seggi sono assegnati alla Circoscrizione estero, in cui per la prima volta potrà candidarsi anche chi è residente in Italia, con le preferenze.

 

 

Senato della Repubblica

I 320 seggi del Senato verranno così attribuiti:

  • 109 seggi sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui verrà proclamato eletto il candidato più votato. (i seggi assegnati a ciascuna regione rispettano la proporzione di residenti in ciascuna regione, mentre 6 sono per il Trentino, 1 per Molise e val d’Aosta).
  • 200 seggi sono assegnati in collegi plurinominali e ancora una volta con listini bloccati con metodo proporzionale.
  • 6 seggi nella circoscrizione estero, cui per la prima volta potrà candidarsi anche chi è residente in Italia, con le preferenze.
  • 5 senatori a vita, gli stessi attuali (Giorgio Napolitano, Mario Monti, Renzo Piano, Elena Cattaneo, Carlo Rubbia)

 

 

Liste e coalizioni

La nuova legge elettorale favorisce la formazione di coalizioni rispetto alla presentazione di liste singole, ma attenzione:

  • gruppi di partiti possono coalizzarsi e sostenere un singolo candidato. Ciò avverrà verosimilmente per quanto riguarda la parte uninominale, dove il vincitore sarà solo uno per collegio.
  • Nella parte proporzionale, le singole liste potranno invece correre da sole.

Programma elettorale

Ciascun partito è tenuto a depositare il programma elettorale, nel quale viene dichiarato il nome del capo della forza politica. Esempio: se il partito X e il partito Y si presentano in coalizione, ciascuno dei due dovrà presentare il proprio programma, anziché un programma comune.

Pluricandidature

È possibile candidarsi in un massimo di cinque collegi plurinominali.
Esempio: il candidato Paolo Rossi potrà candidarsi contemporaneamente in massimo 5 collegi, venendo poi eletto in uno solo di essi e lasciando il proprio posto a un candidato della stessa coalizione negli altri quattro.

Soglie di sbarramento

Non tutte le liste e le coalizioni entreranno in Parlamento, perché vi saranno delle soglie di sbarramento:

  • alla Camera, non prenderanno seggi le liste che avranno ottenuto meno del 3 per cento e le coalizioni di partiti che avranno preso meno del 10 per cento (purché almeno una lista raggiunga la soglia del 3 per cento).
  • al Senato vale la stessa regola, però a un lista potrebbe bastare anche conseguire almeno il 20 per cento dei voti in una singola regione per ottenere posti nella regione stessa (il Senato è eletto infatti su base regionale).
Con la nuova legge elettorale l'Italia andrà al voto nella primavera del 2018
Con la nuova legge elettorale l’Italia andrà al voto nella primavera del 2018

Una sola scheda, un solo voto

Non è ammesso voto disgiunto (si potrà effettuale un solo voto, che varrà sia per la parte maggioritaria, per il candidato, che per la parte proporzionale, per la lista) e non è previsto un meccanismo di scorporo:

  • Ciascun elettore dispone di un voto da esprimere su un’unica scheda, recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista con a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale.
  • Il voto espresso nel collegio uninominale verrà conteggiato automaticamente anche nei collegi plurinominali.

Esempio: in un collegio uninominale concorrono i candidati Rossi, Bianchi e Verdi, e per il sistema maggioritario solo il più votato viene eletto. In caso di vittoria del candidato Rossi, i voti presi dalle coalizioni cui fanno riferimento Bianchi e Verdi andranno a concorrere per l’elezione di candidati diversi, della stessa coalizione ma presenti nel listino bloccato del proporzionale.

 Quote rosa

La legge prevede un meccanismo di bilanciamento della presenza dei due sessi, per cui ciascuna lista o coalizione non potrà candidare più del 60 per cento di nomi di sesso maschile o femminile nei listini bloccati.

 

 

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