Cos’è il narvalo, il misterioso unicorno dell’Artico
A narwhal wielding its broken tusk as it catches a breath.
Il corno del narvalo è un dente, molto sensibile, e non viene utilizzato per infilzare il cibo, come una sorta di kebab marino.
A narwhal wielding its broken tusk as it catches a breath.
Gli unicorni non esistono, o forse sì. Non sono però cavalli con un corno in fronte, bensì cetacei con un lungo dente che sporge dal labbro superiore (nei maschi) formando una lunga “spada” a spirale.
Parliamo dei narvali (Monodon monoceros), tra le creature più iconiche e misteriose dell’Artico che hanno affascinato esploratori e scienziati per centinaia di anni, dando probabilmente origine alle leggende sugli unicorni. Nonostante i progressi della scienza questi animali sono ancora poco conosciuti, anche a causa dei luoghi remoti e inospitali che abitano e, proprio per questo, sono molte le credenze inesatte sul loro conto.
“Un sacco di gente non crede neppure che siano ancora vivi”, ha affermato Martin Nweeia dell’Università di Harvard. Secondo uno dei miti più diffusi su questi mammiferi marini, i narvali infilzerebbero le loro prede abituali, come pesci e calamari, con le loro zanne sporgenti.
I denti e la zanna del narvalo
Non è così, innanzitutto per motivi pratici. I denti dei narvali possono crescere fino a tre metri, le prede di cui si cibano sono però relativamente piccole, trafiggere questi animali sarebbe davvero difficile, e anche se un narvalo ci riuscisse, non avrebbe altre appendici abbastanza lunghe per recuperare il pesce dalla sua zanna.
I narvali fanno parte delle cosiddette “balene dentate”, o odontoceti, tuttavia contrariamente a quanto si pensi, non masticano il cibo che mangiano. Non hanno infatti denti in bocca, l’unico dente che possiedono è la caratteristica zanna.
Per spiegare la funzione della zanna del narvalo sono state avanzate numerose teorie: arma di difesa o di attacco, rompighiaccio, strumento di corteggiamento, organo di respirazione.
Secondo lo studio Sensory ability in the narwhal tooth organ system, pubblicato su The Anatomical Record nel 2014, il dente del narvalo, fittamente innervato e ricco di terminazioni, aiuterebbe i cetacei a sentire le temperature ed i cambi di salinità dell’acqua, e forse a trovare i loro compagni e le prede.
I narvali sono oggi minacciati dai cambiamenti climatici e dal crescente impatto antropico nell’Artico. In particolare l’inquinamento acustico potrebbe disturbare la comunicazione e l’orientamento di questi timidi cetacei.
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