L’isola di Lesbo, in Grecia, ha dichiarato lo stato d’emergenza. Ad annunciarlo, mercoledì 9 settembre, è stato il governo di Atene, dopo che una serie di incendi ha devastato il campo di Moria, nel quale erano ammassati 12.700 migranti.
Ipotizzata un’origine dolosa degli incendi
I roghi, secondo quanto spiegato dall’esecutivo greco, sono divampati attorno ma anche all’interno della struttura. Il che fa pensare ad un’origine dolosa, che potrebbe essere legata ad una forma estrema di protesta da parte dei migranti. Questi ultimi sono infatti costretti a vivere in condizioni ai limiti della sopportazione: il campo è attrezzato per accogliere solamente un quarto dei migranti attualmente presenti. Secondo l’agenzia di stampa Ana, ad aggravare la situazione sarebbe stata la necessità di porre in isolamento alcune persone che sono risultate positive al test del coronavirus.
Update: fires seem out of control. Moria is burning and this means Lesvos is burning and where are all the people now with their talks and promises? We are alone on this island and this fire is a fire in all of Europe but it only destroys our island https://t.co/Kw42ZAG20Y#moriapic.twitter.com/09K2Nt8pWC
I pompieri impiegati nel campo hanno spiegato che, fortunatamente, non sono state registrate vittime. Soltanto alcuni feriti, principalmente persone con problemi respiratori legati al fumo. Un fotografo presente sul posto ha spiegato che il campo di Moria è distrutto quasi per intero. I richiedenti asilo hanno lasciato l’area a piedi e si sono diretti verso il porto, ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine.
Più di 12mila migranti a Lesbo senza un riparo
Alcuni avrebbero quindi tentato di raggiungere il villaggio vicino, ma sarebbero stati bloccati dagli abitanti del posto. “Paghiamo il prezzo dell’indifferenza e dell’abbandono”, ha spiegato l’associazione Stand by me Lesvos della quale fanno parte migranti e residenti greci.
Tra i primi a commentare i fatti è stato il ministro degli Esteri della Germania, che ha chiesto ai paesi membri dell’Unione europea di accogliere i migranti: “Dobbiamo determinare in che modo sostenere la Grecia”. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è detta “pronta ad aiutare. La nostra priorità è la sicurezza di chi oggi si trova senzatetto”.
Dopo la visita di Papa Francesco a Lesbo, dodici profughi sono tornati con lui a Roma. L’appello agli europei: “Possano i nostri fratelli e le nostre sorelle venirvi in aiuto”.
Papa Francesco vorrebbe visitare l’isola greca di Lesbo per portare la sua solidarietà ai migranti arrivati in Europa e da pochi giorni rimandati in modo forzoso sulle coste turche. A dirlo sono state alcune agenzia di stampa estere, non smentite dalla Santa Sede. Una conferma arriva invece dal Patriarcato di Costantinopoli, che annuncia la presenza
Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
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Dall’inizio del cessate il fuoco di metà aprile l’esercito israeliano ha ucciso almeno 331 persone in Libano. Ora sta intensificando gli attacchi aerei e via terra.
Un nuovo report di Dam Removal Europe certifica una crescita dell’11 per cento nella rimozione di dighe e barriere fluviali. Un trend in corso anche fuori dall’Europa.
A riferire le cifre è l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. L’agenzia Frontex aggiunge: “Più di 700 mila migranti arrivati in Europa nel 2015”.