L’Italia che gira il mondo in bici nel segno della solidarietà

Quando la voglia di girare il mondo su due ruote si coniuga con il desiderio di aiutare gli altri. Ecco alcune storie di solidarietà in bici legate all’Italia

La bicicletta come veicolo di solidarietà: uomini e donne che decidono di organizzare dei lunghi viaggi su due ruote, un po’ con spirito d’avventura un po’ con un occhio alle buone cause. Come ha fatto Ilaria Corli, l’atleta ferrarese che ha deciso di raggiungere Capo Nord, o come Daniele Carletti e Simona Pergola di BeCycling, partiti dai sette colli romani per un lungo giro del mondo fino a raggiungere le sette più alte vette. Altre persone hanno deciso di partire per unire la pedalata a iniziative solidali così abbiamo deciso di raccontarvi altre quattro esperienze.

 

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Da Bologna a Napoli per i bambini diversamente abili

 

Ben “700km di sorrisi” in una settimana per Annamaria Cecaro: da Bologna a Napoli con arrivo a piazza del Plebiscito. Annamaria Cecaro è madre single di due bambini autistici. In una delle tappe (Santarcangelo di Romagna) ha incontrato le responsabili del blog “Parchi per tutti“, che sono riuscite a far realizzare un parco attrezzato per bambini diversamente abili. Lo scopo di Annamaria Cecaro è ripetere questa iniziativa anche a Bologna e Napoli.

 

 

En route pour Parme

 

Dieci giorni per un viaggio dalla città francese di Tours a Parma per 1240 km. Protagonisti due ragazzi francesi:  hanno realizzato questo viaggio per raccogliere fondi a favore di un’associazione che dà sostegno a bambini malati di tumore e malattie genetiche.

 

 

Da Sora all’Alaska

 

Quattromila kilometri di percorso dal Canada alla fredda Alaska passando per il Circolo polare artico. Obiettivo: sostenere la lotta contro l’atrofia muscolare spinale (Sma). Giorgio Lucarelli, originario di Sora (comune del Lazio) si avventurerà nelle foreste canadesi e degli Stati Uniti per vivere un’esperienza unica e aiutando l’associazione Famiglie Sma Onlus.

 

 

Il “Giro del mondo in bicicletta per i diversabili”

 

Matteo Tricarico ha concluso un viaggio di ben 70mila km, cominciato nel 2009 per sensibilizzare sulla condizione dei bambini disabili dei Paesi in via di sviluppo. Partito da Ho Chi Min City, la capitale del Vietnam dove lavora, è arrivato a giugno 2015 sul Gargano (Puglia) dove ha concluso il viaggio. “I momenti più toccanti sono state le visite ai centri per i bambini diversabili e i periodi di volontariato che mi hanno lasciato un segno indelebile nella memoria e nella coscienza” ha affermato Matteo Tricarico, continuando: “Sono rimasto scioccato scoprendo che buona parte degli assistiti hanno contratto disabilità a causa di malattie derivate da malnutrizione e scarsa igiene, soprattutto nel Sud-est asiatico e nei paesi andini del Sud-America”.

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