I luoghi del silenzio, spesso dimenticato

In tutta Italia sono nascosti luoghi dove protagonista è il silenzio: pochi rumori e molta pace. Ne abbiamo scelti alcuni per voi e vi segnaliamo un’Accademia che il silenzio lo studia, perché prezioso.

Siamo abituati ai rumori, tanto da non distinguerli: clacson, motori, lavori in corso, sirene e movide notturne. C’è invece un’altra dimensione, quasi dimenticata, specialmente da chi vive in città, che è quella del silenzio, dell’ascolto della natura: canti di uccelli, frusciare del vento, scorrere dei fiumi. Il silenzio esiste, anche in Italia, ma occorre cercarlo, noi lo abbiamo trovato lungo tutta la penisola e vi consigliamo qualche meta, ma ce ne sono molte altre.

Partiamo dal nord e andiamo a Nesso: è una località in Lombardia, vicino al lago di Como, annidata fra acqua e montagna, a circa metà strada fra Como e Bellagio, sulla sponda orientale del ramo comasco del Lario. Il nucleo principale sorge allo sbocco della valle di Nesso, proprio nel punto in cui confluiscono spumeggiando i torrenti Tuf e Nosè che, prima di arrivare al lago, formano una gran cascata che precipita in un’alta e stretta forra: l’Orrido di Nesso. Qui, la frazione Coatesa del comune di Nesso, raggiungibile solo a piedi e quindi inaccessibile alle automobili, è una minuscola oasi di silenzio. Talmente piccolo e poco conosciuto questo borgo che in rete esistono pochissime notizie, meglio scoprirlo di persona!

 

Borghi del silenzio

 

Se amate le montagne, quelle vere, spingetevi sulle Dolomiti, nel versante veneto, quelle bellunesi e percorrete l’Alta via dolomitica n.6, detta appunto “dei silenzi”. È un percorso un po’ impegnativo perché i sentieri oggi sono parzialmente scomparsi fra le erbacce o sotto le frane, anche se restano quelli principali, segnalati, a volte anche attrezzati, lungo i quali spesso non si incontra anima viva! Più silenzio di così…
Percorriamo l’Italia e arriviamo ad Anghiari, Toscana, provincia di Arezzo: qui il tempo ha lasciato segni magnifici nelle chiese e nei palazzi del centro storico, sviluppando un disegno urbanistico molto suggestivo, raccolto lungo la ripida “ruga” che attraversa il paese rendendolo inconfondibile. Le caratteristiche piazzette e vicoli stretti ospitano botteghe antiquarie e laboratori di restauro del mobile; i musei e le chiese conservano capolavori di pittura e di scultura. Il borgo è attorniato da pievi e castelli, nell’Alta Valle del Tevere, un anfiteatro naturale denso di spiritualità, monasteri e pace.
Per ultimo, non perché meno suggestivo, vi parliamo Furore, “il paese che non c´è”, in Campania: si arriva, seguendo i tornanti collinari di una strada incisa nel verde (l´Amalfi-Agerola), in un luogo dove le case non stanno una accanto all´altra ma spuntano da costoni di roccia. L’altra faccia della Costiera Amalfitana. Singolare è la galleria d´arte en plein air costituita da oltre cento “muri d´autore”, murales e sculture che fanno di Furore un “paese dipinto”  tra gli ulivi, le vigne terrazzate, i pergolati dei limoni, i tetti rossi e le colorate maioliche dei piccoli campanili, i coloratissimi fiori dei rovi selvaggi, e il mare. Un sogno di qiuete, colore e meraviglia.
Un viaggio da nord a sud per cercare qualcosa di cui abbiamo bisogno, spesso senza saperlo e che qualcuno ha pensato dovesse essere l’oggetto di un’Accademia. L’Accademia del Silenzio ha la sua sede proprio in uno dei luoghi silenziosi, Anghiari ed è nata per diffondere la cultura del rispetto dei luoghi e della meditazione. Un’idea magnifica.
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