Secondo uno studio europeo, che coinvolge il WWF, tutti gli investimenti si ripagherebbero entro il 2032. Vantaggi anche per lavoro, salute e ambiente.
Le regioni rurali del Kenya che non hanno accesso alla rete elettrica possono guardare la prima televisione digitale grazie all’energia solare.
Un televisore da 16 pollici, una torcia, due lampade a basso consumo, un caricabatterie per telefono cellulare, una radio e un pannello solare da 8 watt: è il contenuto del kit distribuito ai suoi clienti dalla startup M-Kopa solar, in lingua swahili “prendere in prestito dal Sole”. Il tutto alimentato, rigorosamente, dall’energia solare.
“Il nostro obiettivo è consentire a tutti l’accesso all’energia pulita ad un basso costo” spiega Jesse Moore, amministratore delegato e co-fondatore della società che, grazie ad un accordo con l’operatore locale Safaricom, utilizza il sistema M-Pesa, per i pagamenti tramite cellulare.
“Chiunque abiti in una zona del Kenya non coperta dalla rete locale di energia elettrica, ma anche chi decida di alimentarsi in modo alternativo, da oggi potrà farlo ordinando il suo kit e pagandolo con un sms”. Il kit costa 35 dollari una tantum a cui si aggiungono 50 centesimi al giorno per un anno.
Great to be back in Bondo visiting some great @mkopasolar customers today. #maendeleonileo pic.twitter.com/Au7vbg6ys1
— jessemoore (@jessemoore) 9 marzo 2016
Il Kenya spende ogni anno circa un miliardo di dollari per fonti di energia alternativa all’elettricità, alcune delle quali altamente inquinanti come il cherosene. “Questo sistema fa dell’energia solare non solo una scelta più conveniente, ma anche comoda. Con oltre 20mila abitazioni illuminate oggi grazie a M-Kopa, Moore definisce il suo lavoro “estremamente gratificante”. Inoltre, la nuova frontiera della comunicazione amica del clima è un business in crescita costante: al momento sono già più di mille gli smartphone a energia solare venduti ogni mese.
#Renewable #Energy #Solar #Company Making #Profit on Poor #Africans #$2/day #Mkopa #SIMCard https://t.co/g8ZYyA2Fp7 pic.twitter.com/5qLQ7R1T4S — Shashi Kumar (@Networkshashi) 4 febbraio 2016
Ma la vera rivoluzione è la tv: “Chiunque vuole una tv oggi in Africa. Per guardare le notizie, certo, c’è la radio ma i film vanno forte e il kit consente anche a chi non ha nessun collegamento alla rete elettrica di possederne uno” spiega il responsabile secondo cui in un continente privo di infrastrutture la possibilità di avere energia pagando al consumo “è un fatto rivoluzionario”.
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