Cooperazione internazionale

La risposta di Malala alla decisione di Trump di vietare l’ingresso negli Stati Uniti a chi fugge dalla guerra

Dopo il decreto presidenziale firmato da Donald Trump per impedire l’ingresso negli Stati Uniti ai rifugiati e alle persone provenienti da 7 paesi islamici, il premio Nobel per la pace Malala dice la sua.

“Sono affranta dalla decisione del presidente Trump di chiudere le porte ai bambini, alle madri e ai padri che fuggono dalla violenza e dalla guerra. Sono affranta che l’America stia voltando le spalle alla sua grande storia di accoglienza di rifugiati e immigrati, quelle persone che hanno aiutato a costruire il paese, pronte a lavorare duramente in cambio di una giusta opportunità di una nuova vita.

Sono affranta che i bambini siriani rifugiati, che hanno sofferto la guerra per sei anni senza avere alcuna colpa, siano presi di mira a causa della discriminazione.

Sono affranta per le ragazze come la mia amica Zaynab, scappata dalla guerra in tre paesi – Somalia, Yemen ed Egitto – prima ancora di compiere 17 anni. Due anni fa ha ottenuto un visto per venire negli Stati Uniti. Ha imparato l’inglese, ha preso la maturità e ora sta studiando in università per diventare un avvocato per i diritti umani.

Zaynab è stata separata dalla sua sorellina quando è scappata dai disordini in Egitto. Oggi, la sua speranza di rivederla si affievolisce.

In questo periodo di incertezza e disordine in tutto il mondo, chiedo al presidente Trump di non girare le spalle ai bambini e alle famiglie più indifese del mondo”.

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