Marine Le Pen: se vinciamo noi, addio alla cooperazione internazionale

La candidata di estrema destra alla presidenza della regione Nord-Pas de Calais: basta inviare zanzariere in Senegal per lottare contro la malaria.

“Penso che non rientri affatto nel ruolo della regione il pagamento di zanzariere per proteggere i detenuti del Senegal dal rischio di contrarre la malaria. Da noi tumori e altre malattie gravi sono devastanti, e abbiamo bambini affetti da autismo che siamo costretti a far curare in Belgio perché non abbiamo le strutture adatte. È per questo che, se vincerò, sopprimerò ogni programma di cooperazione internazionale”. Firmato Marine Le Pen, la candidata alla presidenza della regione francese Nord-Pas de Calais, che in un’intervista concessa alla radio Rmc ha rivelato il progetto, già bollato come “indegno” da Annick Girardin, segretaria di stato allo Sviluppo, del gruppo dei Democratici e Progressisti.

Il partito di Le Pen, il Fronte Nazionale, ha registrato una clamorosa impennata di consensi al primo turno delle elezioni regionali transalpine, che si è tenuto domenica 6 dicembre. I candidati del movimento di estrema destra si sono ritrovati in testa in sei regioni su tredici, in attesa del secondo turno che si terrà il 13 dicembre. Ma è soprattutto il dato nazionale ad essere stato sorprendente: il Fn ha infatti raccolto in tutta la Francia il 27,73 per cento di consensi, secondo le cifre ufficiali diffuse dal ministero dell’Interno. Il che significa oltre sei milioni di voti: si tratta del miglior risultato di sempre, che fa del partito di Marine Le Pen il primo della nazione europea.

 

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Un’iniziativa benefica contro la malaria tenuta a New York nel 2014 ©Neilson Barnard/Getty Images

 

In particolare, la figlia dello storico leader Jean-Marie (quello per cui le camere a gas dove sono stati sterminati gli ebrei sono “un dettaglio della storia”) è arrivata a raccogliere più del 40 per cento dei voti nella regione più settentrionale della Francia. I sondaggi relativi al ballottaggio indicano tuttavia un ritardo rispetto al suo avversario di centro-destra, Xavier Bertrand, sul quale confluiranno buona parte dei voti raccolti al primo turno dai socialisti. Forse anche per questo, Le Pen ha deciso di rincarare la dose, attaccando frontalmente gli aiuti ai paesi più poveri del mondo.

 

“Ogni euro speso dovrà essere un euro speso per la regione e per i suoi abitanti”, ha spiegato, annunciando l’addio ai programmi di cooperazione col terzo mondo. “È una proposta assurda, anche perché le somme stanziate per gli aiuti internazionali consentono a decine di imprese di lavorare e a centinaia di giovani di formarsi in questo settore”, ha replicato Girardin.

 

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Marine Le Pen vota nella regione Nord-Pas de Calais, nella quale è candidata. Al primo turno ha sbaragliato gli avversari ©Sylvain Lefevre/Getty Images

 

La regione, in particolare, ha avviato una serie di progetti di cooperazione in Mali, Senegal, Madagascar, Polonia e Brasile. Essi, tra l’altro, secondo quanto riportato dall’agenzia Afp, comportano stanziamenti pari a meno di 6 milioni di euro, su un budget totale della regione di 1,7 miliardi. Non si tratta dunque di certo di un problema finanziario, quanto piuttosto di una precisa scelta politica.

 

 

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