Cooperazione internazionale

Traffico di migranti, un’organizzazione criminale fermata in Italia

Stipati in 40 in ogni furgone a mille euro a persona per andare in Francia, un vero viaggio del dolore. Il pm Boccassini: “E’ la globalizzazione del male”.

Sono stati necessari due anni di indagine alla squadra mobile di Cremona per bloccare un’organizzazione di trafficanti di esseri umani che operava a livello internazionale. L’ultimo episodio, quello decisivo, è stata la scoperta (filmata dalla Polizia) di un furgone letteralmente carico di migranti, diretto verso il confine francese di Ventimiglia con l’obiettivo di proseguire il viaggio verso l’Europa settentrionale.

I mandati di cattura emessi sono stati 34, gli arresti effettuati 18, in tutta Italia: dalla frontiera di Ventimiglia a Reggio Calabria, da Milano alla Sicilia passando per Toscana ed Emilia Romagna. un’ampia e ramificata associazione criminale che, a fronte di pagamenti, facilitava l’ingresso di cittadini extracomunitari provenienti dalla Siria, dall’Egitto, dall’Eritrea e dal Sudan. L’organizzazione, che agiva per lo più tra Ventimiglia e Nizza, aveva base a Milano ed era composta da cittadini nordafricani, afghani, sudanesi, albanesi, molti dei quali in possesso di un regolare permesso di soggiorno, e in misura minore da cittadini romeni e italiani.

Globalizzazione del male

Ilda Boccassini, capo della Procura di Milano, ha spiegato che “i viaggi potevano costare dai 500 ai mille euro dalla Sicilia alla Francia, oppure un centinaio di euro per attraversare la frontiera italiana. Abbiamo documentato 62 viaggi, in alcuni casi a Ventimiglia abbiamo fermato furgoni con 40 persone stipate all’interno in condizioni disumane, c’erano anche bambini. Le sofferenze che queste persone sono disposte ad accettare pur di realizzare il sogno di una vita migliore deve farci riflettere. Che fortuna essere nati nel posto giusto al momento giusto”. E aggiunto che “siamo di fronte a una globalizzazione del male”.

Migranti stipati come merce

Nell’organizzazione criminale sono coinvolti anche tre italiani di circa 35 anni, che si occupano del trasporto in auto da Ventimiglia. Grazie proprio ai contatti con gli scafisti, invece, gli altri membri dell’organizzazione riuscivano a sapere degli sbarchi che sarebbero avvenuti sulle coste siciliane o pugliesi, dopodiché indirizzavano i profughi verso Milano, che i profughi raggiungevano mediante pullman, treni o nell’ambito dei trasporti organizzati per la loro collocazione presso le strutture d’accoglienza. Una volta giunti a Milano gli stranieri venivano agganciati alla stazione Centrale e nelle vicinanze delle strutture d’accoglienza per organizzare i viaggi finalizzati all’attraversamento della frontiera italiana per raggiungere le desiderate mete del nord Europa. I viaggi avvenivano quasi sempre di notte con auto, furgoni, camion all’interno dei quali i migranti spesso venivano stipati come “merce” da trasporto, all’interno di casse di legno o di bagagliai di autovetture, o in decine stipati in piccoli furgoni.

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