Miti, leggende e realtà. L’orso

Gli orsi sono considerati da svariate culture manifestazioni del divino.

Mitologia greca.
Il mito vuole che Zeus, infatuato della ninfa Callisto, genera con
lei Arcade. Era, moglie del re degli dei, per la gelosia trasforma
madre e figlio in orsi. Ma Zeus, per proteggerli dai cacciatori,
muta entrambi in costellazioni e pone le due Orse attorno al polo,
proprio al centro del cielo, nella zona che non tramonta mai alle
nostre latitudini, in modo da vederle sempre.

Un’altra leggenda dell’antica Grecia vede la ninfa Callisto essere
preferita da Artemide. Quando Zeus s’invaghisce di lei, per
conquistarla le appare sotto forma di orso. Lo stratagemma funziona
e la bellissima ninfa si lascia sedurre. Dalla loro unione nasce
Arcade, fondatore della mitica Arcadia. Sempre per la gelosia,
Artemide, scoperto il fatto, uccide Callisto. Zeus, però,
interviene trasformandola nella costellazione dell’Orsa maggiore e
accanto a lei pone il figlioletto Arcade, a sua volta trasformato
in Orsa minore.

Leggende pellirosse.
Per i nativi del Nord America, la costellazione più grande
rappresentava un orso.
Fra la tribù dei Delaware, in Canada, è stata
tramandata per secoli la leggenda di un orso che fugge per i cieli
inseguito da tre cacciatori. Quattro stelle compongono il corpo
dell’animale, altre tre raffigurano gli uomini all’inseguimento;
riunite insieme sono le sette stelle dell’Orsa maggiore.

Altre tribù vedono nelle prime quattro stelle della
costellazione la testa dell’orso, inseguita dal resto del corpo nel
disperato tentativo di raggiungerla. Quando ciò
accadrà arriverà la fine del mondo.

Gli indiani Shoshoni, una popolazione del Wyoming, tramandavano
invece una leggenda con protagonista un grizzly. Il grande orso un
giorno salì un’alta montagna per andare a caccia nel cielo.
Mentre ascendeva la vetta, la neve si attaccò al pelo delle
zampe e quando cominciò ad attraversare la volta celeste, i
cristalli si staccarono poco alla volta dando origine alla Via
Lattea.

Leggende orientali.
Sull’isola di Hokkaido, la più settentrionale
dell’arcipelago nipponico, vivono gli Ainu. Fra questa etnia era
diffuso il culto dell’orso, considerato il dio dei monti
Kim-Un-Kamui. Un antico rituale prevedeva il sacrificio
dell’animale affinchè il suo spirito fosse liberato dal
corpo per salire in cielo, in qualità di messaggero celeste
e ambasciatore degli Ainu.

L’orso ha regalato al nord del mondo il proprio nome: dal greco
arktos è derivato arktikos, che significa
“proprio dell’orsa” e con il termine antico indichiamo ancor oggi
il Polo Nord della Terra.

 

Tomaso Scotti

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