Dal lago di Carezza al Seceda, i luoghi simbolo dell’Alto Adige saranno presidiati da 15 ranger che si occuperanno di controllo, sensibilizzazione, informazione.
Fa rispettare le regole, ma dà anche consigli sulle escursioni e svela segreti e leggende del territorio: il ranger Giorgio Poschiavin, accompagnatore escursionistico e maestro di sci, vigila sul lago di Carezza, in Val d’Ega, uno dei luoghi più iconici delle Dolomiti, e ne racconta la magia.
È uno dei 15 ranger del progetto pilota Südtirol Alto Adige Ranger, attivato durante la stagione estiva 2026, che sensibilizzeranno i turisti sui comportamenti da tenere in natura e forniranno informazioni in luoghi molto frequentati della regione come il lago di Carezza appunto, il lago di Braies, il Seceda, i passi dolomitici, la chiesetta di Ranui e Santa Maddalena di Funes, l’Alpe di Siusi e la gola del Bletterbach.
L’idea è nata nel tavolo di lavoro delle associazioni turistiche sul Patrimonio Mondiale Unesco delle Dolomiti in Alto Adige, coordinato dalla Ripartizione provinciale Natura, Paesaggio, Sviluppo del territorio, Coordinamento Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco in Alto Adige e dal fornitore di servizi Idm Südtirol Alto Adige.
Sensibilizzazione e informazione, il progetto pilota dei ranger in Alto Adige
D’estate in montagna non è raro incappare in rifiuti abbandonati, persone in difficoltà per un abbigliamento non consono ad affrontare i sentieri, bivacchi in zone vietate, famiglie alla ricerca di consigli sui percorsi, infortuni: “Negli ultimi anni l’afflusso di visitatori e visitatrici e le sfide che ne derivano sono aumentati notevolmente in alcune aree – ha dichiarato l’assessore provinciale alla Tutela della natura, dell’ambiente e del clima Peter Brunner – In questo contesto i Südtirol Alto Adige Ranger svolgono una funzione importante: sensibilizzano sul posto sul comportamento corretto da tenere nella natura e nel paesaggio e contribuiscono alla loro tutela, soprattutto al di fuori delle aree protette”.
I Südtirol Alto Adige Ranger hanno partecipato a un corso di formazione della durata di due giorni e mezzo in cui hanno acquisito le conoscenze di base necessarie per svolgere il loro compito di informazione e orientamento dei visitatori all’interno delle aree protette e al di fuori di esse. Sono stati formati anche sulla sensibilizzazione attraverso i Centri visite dei parchi naturali, sui temi della comunicazione e della gestione dei conflitti.
I ranger sono riconoscibili dalla divisa che indossano, uguale su tutto il territorio, affiancano i ranger già presenti nei parchi naturali nella loro attività e collaborano anche con il Servizio forestale della Provincia.
Il ranger del lago di Carezza
Ad esempio, il ranger Giorgio Poschiavin, unendo la fermezza del custode all’ospitalità della guida, si occupa di far rispettare le regole dell’area protetta del lago di Carezza, come il divieto di scavalcare le recinzioni, campeggiare o far volare droni, ma anche di fare divulgazione. Il ranger guida i turisti alla scoperta dei segreti del lago Arcobaleno, alimentato dalle sorgenti sotterranee del Latemar e profondo fino a 22 metri, spiegando i suoi mutamenti stagionali e le leggende che lo avvolgono, come quella della sirena Ondina.
È inoltre un punto di riferimento per illustrare la geologia locale, il pregiato legno di risonanza della zona e per spiegare con sensibilità le ferite subite dal territorio, dagli effetti della tempesta Vaia al peso della neve e alle infestazioni di bostrico. Per completare l’accoglienza, il ranger del Lago di Carezza fornisce indicazioni pratiche su sentieri, impianti di risalita e sulla fitta rete di autobus che permettono di raggiungere il lago in modo totalmente sostenibile a piedi o con i mezzi pubblici. Assicura anche un presidio di primo soccorso.
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