Il biologico, la rotazione delle colture e le colture di copertura hanno un ruolo fondamentale nella riduzione delle emissioni agricole dell’Unione europea.
Secondo le stime della Commissione europea, queste pratiche hanno un potenziale di mitigazione del 78 per cento del totale della Co2 equivalente.
L’agricoltura biologica, inoltre, dà il maggior contributo nella protezione dei pozzi di carbonio.
La conversione al biologico ha un ruolo rilevante nel ridurre le emissioni di gas serra dell’agricoltura: lo dice uno studio pubblicato in questi giorni dalla Commissione europea che rappresenta una prima stima quantificata del potenziale contributo degli interventi della Politica agricola europea (Pac) alla riduzione e all’assorbimento delle emissioni di gas serra per il periodo 2023-2027.
Lo studio analizza 19 piani strategici della Pac relativi ad altrettanti Stati che rappresentano circa il 92 per cento della superficie agricola utilizzata dall’Ue e circa il 95 per cento delle emissioni di gas serra dell’Ue derivanti dall’agricoltura per il 2021.
Il potenziale di riduzione delle emissioni della Pac: dal biologico, il contributo maggiore
Si stima che nel 2022 il settore agricolo abbia emesso 366 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (CO2e), pari all’11 per cento delle emissioni totali stimate di gas serra dell’Ue. Secondo le conclusioni dell’analisi, questi piani possono contribuire in modo significativo agli obiettivi climatici del settore, con un potenziale di mitigazione stimato fino a 31 milioni di tonnellate di CO2e all’anno, principalmente nel sequestro del carbonio e nella riduzione delle emissioni dal suolo.
La rotazione o la diversificazione delle colture, l’espansione delle colture di copertura e la conversione all’agricoltura biologica sono le tre pratiche agricole che contribuiscono maggiormente al potenziale di mitigazione stimato (complessivamente il 78 per cento). In termini di strumenti della Pac, gli eco-schemi rappresentano il 38 per cento del potenziale di mitigazione stimato e gli impegni ambientali e climatici nell’ambito dello sviluppo rurale il 30 per cento.
L’agricoltura biologica contribuisce anche a proteggere i pozzi di carbonio
L’analisi indica inoltre un potenziale contributo positivo alla protezione degli attuali pozzi di carbonio di 29 milioni di tonnellate di CO2e all’anno. Il sostegno al mantenimento dell’agricoltura biologica rappresenta più della metà (54 per cento) del potenziale di protezione stimato, seguito dalla gestione forestale (22 per cento) e dalla protezione dei pascoli (18 per cento).
“Questo studio dimostra che oltre a proteggere la salute degli agricoltori, le risorse idriche e la biodiversità riducendo l’uso di pesticidi sintetici, lo sviluppo dell’agricoltura biologica è essenziale anche per ridurre le emissioni provenienti dall’agricoltura e aumentare il sequestro del carbonio nel suolo”, ha commentato Eric Gall, vicedirettore di Ifoam Organics Europe. “Usare i fondi della Pac per sostenere la conversione e il mantenimento dell’agricoltura biologica è un buon investimento per gli Stati membri e per la natura. Dati i numerosi vantaggi che offre, all’agricoltura biologica dovrebbe essere dato un ruolo più importante nella prossima Pac e nella visione futura per l’agricoltura e l’alimentazione”.
I piani strategici assegnano il 32 per cento del bilancio totale della Pac ad azioni volontarie che promuovono gli obiettivi ambientali, climatici e di benessere degli animali. Altri fondi dell’Ue, come Life, Horizon Europe (in particolare Mission Soil) sono disponibili per incoraggiare il sequestro del carbonio.
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