A Milano un po’ di Parigi grazie a Manet

Fino a luglio a Milano, Manet e la Parigi moderna ci porta tra le vie della città di fine ottocento, tra epocali cambiamenti. Un centinaio di opere, non solo di Manet.

Delle mostre spesso si apprezza il potere di far viaggiare il visitatore in luoghi e tempi lontani grazie alle atmosfere create dalle opere d’arte esposte. A Milano Manet e la Parigi moderna ci riesce perfettamente, forse anche perché non è la mostra che ci si aspetta. Visitarla – si può fino al 2 luglio – significa passeggiare per Parigi non semplicemente dentro Palazzo Reale. Perfetta per chi ama le “promenades”.

A Milano Manet e gli altri raccontano Parigi

Non è una mostra solo di opere di Manet, è bene dirlo subito anche perché è forse il suo bello. Ce ne sono 100 in mostra: disegni, tele, sculture che in poche splendide sale riescono a portarci in giro per la capitale francese dell’Ottocento. In una sede espositiva tra le più suggestive, Palazzo Reale di Milano, tutto sembra ancora più bello: i pannelli informativi che sono in ogni sala e presenti per le opere più importanti rendono semplice la fruizione della mostra e chiaro il panorama storico-culturale, mentre la varietà di soggetti e artisti presenti regala un respiro ampio al percorso.

Si parte da Edouard Manet perché, “Manet è importante per noi quanto Cimabue e Giotto per gli italiani del Rinascimento”, diceva il pittore impressionista Pierre-Auguste Renoir e perché da molti è stato riconosciuto come l’artista capace di congiungere la grandezza della pittura classica alla libertà dell’arte moderna.

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Édouard Manet La lettura, 1865-1873 Olio su tela, 61 x 73,2 cm Parigi, Musée d’Orsay © René-Gabriel Ojéda / RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari

Tra gli altri artisti in mostra molti sono stati compagni di vita e di lavoro di Manet, frequentatori assieme a lui di caffè, studi, residenze estive, teatri. Troviamo Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot. La protagonista per tutti, anche se con pennellate e soggetti diversi, è la città di Parigi e le opere arrivate a Milano dal Musée d’Orsay di Parigi ce la restituiscono sotto ogni aspetto.

Mille volti della Parigi moderna

Se Claude Monet si dedica al paesaggio ne “Le Tuileries” (1875) raffigurando al tramonto i giardini di fronte a Rue de Rivoli, Paul Signac ne “Strada di Gennevilliers” (1883) dipinge una veduta della periferia settentrionale di Parigi dove il notevole spazio riservato alla strada, i cartelli stradali, i pochi alberi privi di foglie delineano un ambiente completamente modellato dall’attività umana.

La città dell’arte e della musica rivive in una stupenda piccola sala che quasi riproduce un palco dell’opera con sedute di velluto rosso e custodisce tele che rappresentano la fervente vita dello spettacolo di Parigi: tra gli altri di Edgar Degas è esposto “Il foyer della danza al teatro dell’Opéra” (1872), di Henri Gervex si ammira il bellissimo “Il ballo dell’Opéra” (1886).

Nella sezione Natura inanimata sono esposte le meno conosciute nature morte di Manet come “Ramo di peonie bianche e cesoie” (1864), “Fiori in un vaso di cristallo” (1882) ma soprattutto “L’asparago” (1880), la cui storia è nota: Manet vendette a Charles Ephrussi al prezzo di ottocento franchi una tela intitolata “Un mazzo di asparagi”. Ephrussi pagò l’artista con mille franchi e Manet dipinse quest’asparago e glielo inviò accompagnato da un bigliettino: “Ne mancava uno al vostro mazzo”.

Un’occasione per vivere Parigi anche solo per un’ora. La mostra è aperta martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30, giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.3 e lunedì dalle 14.30 alle 19.30. Il biglietto costa 12 euro, il catalogo, edito da Skira, 40 euro.

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