Giuseppe Bertuccio D’Angelo. Gli incontri sorprendenti, le strade di montagna e i silenzi assordanti. Vi porto con me nell’isola dei centenari alla scoperta delle Blue zone dell’Ogliastra.
Orgosolo è un piccolo paese della Barbagia, una zona meno conosciuta della Sardegna, ma non per questo meno bella: siamo tra le montagne impervie dell’isola, a volte dure da coltivare e da vivere. Qui non arrivano molti turisti e ancor meno ne arrivavano negli anni di cui vogliamo parlarvi oggi. Siamo alla fine degli anni sessanta
Orgosolo è un piccolo paese della Barbagia, una zona meno conosciuta della Sardegna, ma non per questo meno bella: siamo tra le montagne impervie dell’isola, a volte dure da coltivare e da vivere. Qui non arrivano molti turisti e ancor meno ne arrivavano negli anni di cui vogliamo parlarvi oggi.
Siamo alla fine degli anni sessanta e queste terre sono rifugio per i banditi, teatri di vendette e, di conseguenza, di lotte e rivendicazioni sociali: la protesta trova espressione in una forma d’arte per quei tempi innovativa e insolita, soprattutto per l’isola, i murales.
Il primo murale a Orgosolo fu firmato nel 1969 da Dioniso, nome collettivo di un gruppo di anarchici. Pochi anni dopo, per onorare la Resistenza e la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, un insegnante senese e i suoi alunni della scuola media ne realizzarono altri, cui si aggiunse successivamente il contributo di diversi artisti e gruppi locali.
Tra i più famosi c’è il racconto in immagini di quando gli abitanti di Orgosolo si opposero all’Esercito italiano che voleva creare un poligono di tiro in un’area da sempre adibita a pascolo libero (e vinsero, dopo dieci giorni di occupazione: era il 1969, e l’evento è ricordato come i “fatti di Pratobello”).
La tecnica di questo famoso murales, come degli altri, è molto semplice: i muralisti sardi usano vernici ad acqua, tipiche degli interni, e quindi estremamente deteriorabili, forse per una scelta estetica in base alla quale le opere vengono ritinteggiate solo se la comunità ne avverte il bisogno altrimenti sono destinate a scomparire, lasciate alla memoria e al ricordo. Gli stili sono piuttosto diversificati e passano dall’impressionismo all’iperrealismo, dalla pittura naif al realismo.
La Sardegna con quest’arte che parla con forza al suo popolo e alla gente in generale, si avvicina a una tradizione che è diffusa in molti paesi, molto diversi tra loro, con un linguaggio che, se pur diverso, è sempre sociale, è sempre d’impatto, è sempre immediato. Pensiamo ai graffiti di Lescaux e Pompei, alla pittura rivoluzionaria di Diego Rivera e Josè Clemente Orozco in Messico e alla street art contemporanea, da Lex&Sten in Italia a Shepard Fairey in America e Banksy nel Regno Unito.
Un linguaggio che fa rumore anche solo con il colore, una mostra a cielo aperto che racconta la storia di un’isola affascinante, ricca di contrasti, problemi ma anche risorse, forza e orgoglio. Orgosolo è da visitare, se amate la Sardegna e la sua storia e se davvero volete capire l’isola.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Giuseppe Bertuccio D’Angelo. Gli incontri sorprendenti, le strade di montagna e i silenzi assordanti. Vi porto con me nell’isola dei centenari alla scoperta delle Blue zone dell’Ogliastra.
Dal lago di Carezza al Seceda, i luoghi simbolo dell’Alto Adige saranno presidiati da 15 ranger che si occuperanno di controllo, sensibilizzazione, informazione.
Il Biellese è un territorio sorprendente, un’oasi verde vicina a Milano e Torino. Un itinerario ideale per chi pedala in città e non ha mai provato un viaggio in sella. Si parte in treno, da Santhià.
La provincia di Grosseto, nel cuore della Maremma toscana, resiste all’avanzata dell’invadenza turistica grazie al suo ritmo lento e gentile, e alla sua storia. È il territorio del Morellino di Scansano, vino autoctono messaggero di tradizione e cultura.
Un “deserto” di dune bianche e lagune blu, il delta di un fiume che incontra l’oceano, un villaggio con strade di sabbia: è questo il momento migliore per scoprire il nord est del Brasile.
Il microclima oceanico, i terreni fertili, l’alternanza di pioggia e sole ne fanno il luogo ideale per la sua coltura. In Normandia, per scoprire da vicino la filiera del lino europeo, dalla coltivazione alla trasformazione della fibra.
La guida “Il mare più bello” di Legambiente e Touring Club premia con Cinque Vele le località marine e lacustri che puntano a una gestione e a un turismo sostenibile contro la crisi climatica
Sono 14 le nuove Bandiere Blu 2026 italiane, per un totale di 275 comuni balneari che lavorano per la sostenibilità ambientale, climatica e del turismo.
Con Turisanda1924 si parte alla scoperta delle riserve naturali della Tanzania e la notte si dorme nei campi tendati, per un’immersione totale e discreta nella savana.