Neil Young contro i colossi del petrolio

Il rocker canadese ha deciso di aiutare le Prime Nazioni canadesi nella lotta contro l’espansione di zone di estrazione di petrolio sul loro territorio.

Che il rocker canadese metta spesso a disposizione la propria arte per progetti benefici non è una novità, ma questa volta la causa a cui ha deciso di dedicarsi sta facendo molto discutere il Canada. Il 12 gennaio scorso, infatti, è partito da Toronto (città natale di Neil Young) il mini tour Honour the treaties, quattro date (a Toronto, Winnipeg, Regina e Calgary) con il quale il cantante intende raccogliere fondi per la Athabasca Chipewyan First Nation (ACFN) – comunità locale che possiede la propria riserva nell’Alberta, a sud ovest del lago Athabasca – ma soprattutto denunciare la politica ambientale insostenibile e altamente pericolosa che il governo canadese sta portando avanti negli ultimi anni.

 

Qualche tempo fa (era il 2010) sono stati trovati “pesci mutanti” proprio nelle acque del lago Athabasca, risultato di anni di sversamenti di sostanze tossiche da parte di uno dei più ricchi giacimenti petroliferi “non convenzionali” del Canada. Si tratta di ampie zone di sabbie bituminose dalle quali si ricava, appunto, bitume che viene poi convertito in petrolio grezzo a un costo ambientale ed energetico altissimo: per ricavare la stessa quantità di petrolio di un pozzo “classico”, viene emessa il triplo di anidride carbonica. Ma il governo dell’Alberta nega da sempre l’impatto ambientale e economico dato da queste attività estrattive. Anzi, nell’ultimo periodo sono stati presentati addirittura progetti di espansione di tali depositi di sabbie, nonostante sia sotto gli occhi di tutti che gran parte delle foreste boreali presenti nella zona è già andata distrutta.

 

Neil Young, che con il figlio ha visitato uno dei 50 siti canadesi di questo tipo, ha descritto l’esperienza come “la cosa più brutta a cui abbia mai assistito: una dimostrazione di avidità e mancanza di rispetto”, e ha perciò deciso di intraprendere un’azione di protesta piuttosto determinata. La causa scatenante è stata, in verità, la decisione di Ottawa di permettere al colosso del petrolio Shell Oil di espandere la propria miniera di Jackpine, che si trova su terreni di proprietà dei popoli indigeni canadesi ancora protetti da accordi.

 

Alla conferenza stampa di presentazione del mini tour, Young ha tuonato: il governo canadese è “completamente fuori controllo e i soldi sono la causa principale”. La risposta non si è fatta attendere e il portavoce del primo ministro Jason MacDonald ha replicato sostenendo che “il settore delle risorse crea opportunità economiche e occupa migliaia di canadesi in lavori che assicurano retribuzioni medio-alte”.

 

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… Tant’è che i concerti “Honour the treaties” sono per il cantante una delle iniziative più di successo degli ultimi anni e stanno chiamando a raccolta non solo i suoi fan, ma anche tanti sostenitori della causa ambientalista. Nella prossima data a Winnipeg, Young sarà anche affiancato dalla cantante jazz Diana Krall, conosciutissima in Canada, mentre la data finale di Calgary è già sold out. Tutto il ricavato dei concerti finanzierà la causa ACFN intentata contro la Shell Oil per le violazioni degli accordi contrattuali sottoscritti.

 

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