L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato il suo atteso parere scientifico sul benessere di visoni, volpi, cani procione e cincillà allevati per la produzione di pellicce.
Il governo norvegese ha autorizzato i cacciatori ad uccidere il 70 per cento della popolazione di lupi in seguito alle proteste degli allevatori.
In qualsiasi parte del mondo vivano non c’è pace per i lupi. Questi schivi ed eleganti predatori sono considerati, troppo spesso e a sproposito, un capro espiatorio e vengono sacrificati in nome del quieto vivere per accontentare la minoranza dei cittadini per cui rappresentano una minaccia: gli allevatori.
È ora il turno della Norvegia di gridare “al lupo, al lupo”, il governo consentirà ai cacciatori, muniti di apposita licenza, di uccidere 47 lupi. Già così è una notizia terribile per ambientalisti e scienziati (secondo un nuovo studio il controllo dei predatori selvatici con metodi non violenti è più efficace del loro abbattimento), che diventa però catastrofica se si tiene conto della popolazione complessiva di lupi norvegesi, che conta appena 68 esemplari. La Norvegia, Paese dalla notevole politica ambientalista e progressista, ha dunque deciso di abbattere oltre due terzi della popolazione di lupi, rischiando di condannare per sempre questi predatori.
Il piano di abbattimento dei lupi, il più massiccio da oltre un secolo a questa parte, è stato elaborato in seguito alle proteste degli allevatori che accusano i canidi selvatici di decimare i loro greggi. Secondo gli ambientalisti però il danno reale sarebbe minimo e il provvedimento preso dal governo è sproporzionato all’effettiva minaccia. “Questa è una macellazione di massa – ha accusato Nina Jensen, direttore generale del Wwf in Norvegia – uccidere il 70 per cento della popolazione di lupi non è degno di una nazione che dichiara di sostenere le cause ambientali”.
In Norvegia la caccia è uno “sport” molto popolare, nel 2015 ben undicimila cacciatori hanno chiesto la licenza per abbattere almeno sedici lupi. La Norvegia ha giustificato il nuovo piano di abbattimento come un deterrente per i bracconieri, è stato però dimostrato che la caccia legale non riduce il bracconaggio, anzi. La situazione è ancora più grottesca se si considera che 24 dei 47 lupi che potranno essere abbattuti vivono in una riserva naturale destinata proprio a loro.
Nella maggior parte dei paesi occidentali si è ormai persa una reale conoscenza delle dinamiche naturali, attualmente l’unica soluzione per gestire animali “problematici” sembrerebbe essere il loro abbattimento. Chiaramente non è e non può essere così. Eliminare completamente il conflitto tra allevatori e lupi è impossibile, è pura utopia, chi vive di pastorizia potrebbe però adottare contromisure più efficaci, come l’uso di apposite recinzioni e di cani da pastore. È però soprattutto necessario cercare di recuperare quella cultura antica nella quale la natura aveva un posto centrale (ovviamente aggiornata con le più recenti scoperte scientifiche) e tornare a convivere con le altre specie animali.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato il suo atteso parere scientifico sul benessere di visoni, volpi, cani procione e cincillà allevati per la produzione di pellicce.
Alle piante medicinali e aromatiche, da cui dipendono i nostri sistemi alimentari, medicinali e culturali, è dedicata la Giornata mondiale della natura selvatica 2026.
In Parlamento è iniziato l’iter per il decreto legislativo che adotterà il regolamento europeo: le associazioni chiedono più finanziamenti per il piano.
Nel 2025 sono oltre 3.800 le tartarughe marine nate nelle spiagge del Salento. La tutela delle spiagge dove nidificano è contesa dai gestori dei lidi.
Oggi, 12 agosto, è la Giornata mondiale degli elefanti. Humane world for animals da oltre 25 anni si impegna nella tutela di uno dei mammiferi più grandi del nostro Pianeta, purtroppo a rischio di estinzione.
Pulizia automatica e smart, anche in case “vissute”: l’ultimo robot aspirapolvere e lavapavimenti è pensato per semplificare la vita quotidiana.
In un’epoca in cui consapevolezze e dati non mancano gli allevamenti intensivi continuano ad aprire, come nel caso del maxiallevamento di galline ovaiole ad Arborio. A spese di ambiente, persone e animali.
L’obiettivo è vietare il commercio interno di parti di pangolino, il mammifero selvatico più trafficato al mondo.
Humane World for Animals non è solo un nome, ma un’intera comunità proiettata verso un futuro in cui non esista più l’insensata divisione fra animali da amare e animali da sfruttare.


