Bandiere Blu 2026, i nuovi ingressi e le azioni tra cambiamenti climatici e turismo sostenibile

Sono 14 le nuove Bandiere Blu 2026 italiane, per un totale di 275 comuni balneari che lavorano per la sostenibilità ambientale, climatica e del turismo.

Bandiere Blu 2026: sono 257 le località rivierasche che potranno fregiarsi del riconoscimento, 11 in più rispetto a quelle dello scorso anno: 14 i nuovi ingressi, 3 i Comuni non confermati.

Bandiere blu 2026, chi conquista e chi perde il riconoscimento

Le nuove Bandiere Blu assegnate dalla Fee (Foundation for Environmental Education),organizzazione internazionale non governativa e no-profit, sono: in Lombardia, Limone sul Garda (Brescia); in Liguria, Andora (Savona) e Taggia (Imperia); in Emilia Romagna, Rimini; in Toscana, Monte Argentario (Grosseto); in Puglia, Morciano di Leuca e Tricase (Lecce); in Calabria, Amendolara e Montegiordano (Cosenza), Falerna (Catanzaro), Locri (Reggio Calabria); in Sicilia, Ispica (Ragusa), Lipari (Messina); in Sardegna, Teulada (Sulcis Iglesiente). Perdono, invece, la Bandiera Blu: San Felice Circeo nel Lazio, Patù in Puglia e Castrignano del Capo in Puglia.

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Limone sul Garda, Brescia © Getty Images

Chi ha più Bandiere Blu in Italia

La Liguria è la regione con più Bandiere Blu (35), seguono la Puglia e la Calabria con 27. Sono 20 le Bandiere Blu della Campania, delle Marche e della Toscana. La Sardegna conta 17 località Bandiera Blu, la Sicilia e l’Abruzzo 16. In Trentino Alto Adige le Bandiere Blu sono 12, in Emilia Romagna 11, nel Lazio 10, in Veneto 9, in Basilicata 5, in Piemonte e Lombardia 4, in Friuli Venezia Giulia e Molise 2.

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La baia di Andora in LIguria © Getty Images

Cosa significa avere la Bandiera Blu

I criteri per l’assegnazione della Bandiera Blu, che premia le località marittime e lacustri e i porti turistici (87 quelli premiati nel 2026) con l’acqua, l’ambiente e i servizi migliori, sono:

  • assoluta validità delle acque di balneazione, risultate eccellenti su una valutazione degli ultimi 4 anni come stabilito dai risultati delle analisi delle ARPA  e rispondenti agli indicatori Bandiera Blu più stringenti del 50% rispetto alla classificazione eccellente;
  • regolari campionamenti delle acque effettuati nel corso della stagione estiva
  • efficienza della depurazione delle acque reflue e della rete fognaria allacciata almeno all’80% su tutto il territorio comunale;
  • raccolta differenziata, corretta gestione dei rifiuti pericolosi;
  • vaste aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano curato, aree verdi;
  • spiagge dotate di tutti i servizi e di personale addetto al salvamento, accessibilità per tutti (abbattimento delle barriere architettoniche);
  • ampio spazio dedicato ai corsi d’educazione ambientale, rivolti in particolare alle scuole ed ai giovani, ai turisti e residenti;
  • diffusione dell’informazione su Bandiera Blu, pubblicazione dei dati sulle acque di balneazione;
  • strutture alberghiere, servizi d’utilità pubblica sanitaria, informazioni turistiche, segnaletica aggiornata;
  • certificazione ambientale e/o delle procedure delle attività istituzionali e delle strutture turistiche presenti sul territorio comunale; 
  • presenza d’attività di pesca ben inserita nel contesto della località marina.

Al lavoro per affrontare il cambiamento climatico e rendere il turismo più sostenibile

“La Bandiera Blu rappresenta una visione di sviluppo strategica per le coste italiane, che hanno l’opportunità di diventare un laboratorio avanzato di sostenibilità e innovazione – ha detto Claudio Mazza, presidente della fondazione FEE Italia – Attraverso questo percorso i territori sono accompagnati verso modelli di crescita più equilibrati e competitivi, capaci di integrare tutela ambientale, sviluppo economico e benessere delle comunità”.

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Marina Serra, rione di Trecase, in Puglia © Getty Images

Per il secondo anno, tutti i Comuni che hanno intrapreso il percorso della Bandiera Blu hanno presentato il Piano di Azione per la Sostenibilità (Action Plan) da realizzare e monitorare sul triennio (2025-2027). I Comuni hanno avuto modo di presentare tutte le misure che verranno adottate o che sono già state adottate al 2025, necessarie all’adattamento e al contrasto del cambiamento climatico, così come indicato dall’Unione europea e dall’Agenda 2030. La Fee Italia ha inteso infatti affrontare, per la prima volta in modo esplicito ed unitario, il tema dell’adattamento della città ai cambiamenti climatici e, a tal fine, la programmazione comunale ha dovuto integrare in modo trasversale tutte le azioni già pianificate dai diversi settori, e che hanno un diretto collegamento con il raggiungimento dell’obiettivo finale.

I macro-obiettivi individuati per il triennio sono cinque: Mobilità sostenibile; Città e comunità sostenibili; Vita sulla terra; Vita sott’acqua; Lotta contro il Cambiamento climatico.  Dall’analisi dei dati, i Comuni Bandiera Blu che hanno lavorato su tutti e cinque i macro-obiettivi nel 2025 sono stati l’81 per cento. Nel 2026 si è arrivati al 94 per cento, con un incremento molto significativo. Dai numeri relativi agli anni 2025 e 2026 emerge una crescita chiara: più impegni, più progettualità, più qualità, più struttura e più metodo.

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Una spiaggia di Teulada in Sardegna © Getty Images

È stata avviata dalla Fee una sinergia tra il programma Bandiera Blu e il programma Green Key, con l’obiettivo di rafforzare le politiche di sostenibilità nel settore turistico. Questi programmi della fondazione rappresentano due importanti strumenti internazionali che promuovono la sostenibilità nel turismo attraverso criteri rigorosi di qualità ambientale. La collaborazione integra la valorizzazione delle località costiere con la certificazione delle strutture ricettive attente all’ambiente. La loro sinergia rafforza l’impegno delle destinazioni e delle strutture ricettive verso una gestione responsabile delle risorse naturali e promuove una maggiore consapevolezza verso la sostenibilità tra turisti, operatori e comunità locali.

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