A gennaio nuovo record per l’eolico europeo che copre il 22,7 per cento della domanda di energia

Il 3 gennaio in Europa l’eolico ha prodotto 2.128 GWh di energia pulita, quasi un quarto della domanda elettrica europea sufficiente a fornire elettricità a 215 milioni di famiglie.


Se il buon giorno si vede dal mattino, il 2018 sarà un ottimo anno per la produzione eolica. Il 3 gennaio, quando su buona parte dell’Europa tirava un forte vento, l’eolico europeo ha inaugurato l’anno con un record storico, coprendo il 22,7 per cento della domanda di energia. La generazione elettrica ha segnato i 2.128 gigawattora (GWh) di energia pulita, una quantità in grado di coprire il fabbisogno energetico di 215 milioni di famiglie e il 75 per cento della domanda industriale elettrica.

Tutti i record dell’eolico europeo

Nella prima settimana di gennaio la produzione elettrica eolica è risultata la seconda fonte di energia nell’Ue a 28 dopo il nucleare. In base ai dati di WindEurope, la giornata di mercoledì 3 gennaio ha anche fatto segnare due record eolici nazionali: in Germania, dove con 925,3 GWh (833 onshore e 92,3 offshore) è stato soddisfatto il 60 per cento del consumo di elettricità, e in Francia, dove con 218 GWh l’energia dal vento ha coperto il 14,6 per cento della domanda.

I dati registrati superano il picco dell’autunno scorso quando il 28 ottobre in Europa il 24,6 per cento della domanda elettrica europea era stata soddisfatta dall’eolico, bruciando il record di inizio mese del 19,9 per cento.

Numeri che dimostrano come l’energia eolica continui la sua crescita nello sfruttare l’enorme potenziale, tanto che secondo le stime di WindEurope nel 2030 l’energia eolica arriverà a coprire il 29,6 per cento dei consumi dell’Ue. Con questi dati l’obiettivo di produzione di energia 100% da fonti rinnovabili è sempre più realizzabile.

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Impianto eolico di Erg, primo produttore di energia dal vento in Italia. © Erg

La strada in salita dell’eolico italiano

Nella classifica dei Paesi europei con la maggiore produzione eolica il 3 gennaio scorso, l’Italia si è posizionata al quinto posto con 113 GWh (14,5 per cento della domanda), dietro a Germania, Spagna (266,8 GWh, 37,3 per cento), Francia e Regno Unito (204,6 GWh, 22,1 per cento).

In Italia ci sono le potenzialità per un ulteriore sviluppo dell’eolico, a partire dal repowering dei primi impianti realizzati che oggi potrebbero veder crescere la loro potenza installata, ma la burocrazia e soprattutto una normativa non adeguata rischiano di rendere il percorso verso un maggiore sviluppo dell’energia dal vento molto più difficile.

L’Anev, l’associazione nazionale dell’energia dal vento, richiama l’attenzione delle Istituzioni e dei Ministeri competenti sull’urgenza nell’emanazione del Decreto Rinnovabili per il periodo 2018-2020, affinché questi traguardi si possano mantenere e superare. “L’energia eolica dimostra di essere una fonte rinnovabile pulita, rispettosa dell’ambiente, in grado di migliorare la bilancia commerciale dei Paesi e di creare posti di lavoro”, ha commentato l’associazione.

 

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