Un’ondata di caldo in arrivo, la più potente dell’estate

Dal Maghreb alla Scandinavia, il caldo in arrivo invade il Mediterraneo e l’Europa, Italia compresa. Si tratta di un’ondata estrema per durata e per intensità, a estate da poco iniziata.

L’Europa, Italia inclusa, si appresta a diventare una fornace. Una fase caratterizzata da un potente anticiclone di origine africana perdurerà almeno fino alla fine della settimana, estendendosi dal Maghreb fino alla Scandinavia, esercitando tutta la sua forza soprattutto su Portogallo, Spagna, Francia e Italia.

Si vivranno, anche se con temperature fortunatamente inferiori, condizioni simili a quelle registrate nella Columbia Britannica nel giugno del 2021: una “cupola di calore” si alzerà infatti al di sopra del Vecchio continente, con l’effetto che ha un coperchio su una pentola. Si tratta di un fenomeno meteorologico chiamato subsidenza, che comporta la caduta verticale di aria calda dall’alto, il che provoca una compressione di quella che è al suolo, e ne innalza ulteriormente la temperatura.

Così, quest’ultima, crescerà di giorno in giorno, inesorabilmente. Raggiungendo picchi estremamente elevati, in assoluto, ma soprattutto considerando il periodo: in un numerose aree si supereranno i 40 gradi, con casi intorno a 45 gradi secondo alcuni modelli previsionali, in particolare in alcune zone dell’entroterra della Spagna. Il tutto per parecchi giorni consecutivi, il che rende l’ondata di caldo lunga, faticosa per tutti e pericolosa soprattutto per le persone più a rischio.

Come sarà l’ondata di caldo in arrivo in Italia

L’Italia, in particolare, sperimenterà un aumento delle temperature sia al suolo che in quota, a partire da mercoledì 13 luglio. Non si raggiungeranno gli estremi spagnoli, ma la canicola sarà comunque estenuante. Secondo quanto indicato dal sito di previsioni meteorologiche 3Bmeteo, “giorno dopo giorno il caldo si intensificherà, aumenteranno sia le temperature diurne che quelle notturne”.

In particolare, “mercoledì 13 luglio sono previste punte di 33-35 gradi centigradi al Nord e sulle regioni centro-settentrionali tirreniche, anche qualche grado in più sull’entroterra sardo. Farà relativamente più fresco al Sud peninsulare e lungo l’Adriatico, alle prese con residui sbuffi settentrionali, con la colonnina che difficilmente supererà i 30 gradi”.

Giovedì 14 il caldo diventerà ancor più intenso: “Sono attesi valori massimi già di 35-37 gradi al Nord e sulle zone interne di Sardegna, Toscana e Lazio, che risulteranno le aree più roventi d’Italia, ma inizieranno ad aumentare le temperature anche al Sud e lungo l’Adriatico”.

Quindi, per venerdì 15, c’è da attendersi un ulteriore aumento delle temperature su tutta Italia “con picchi di 36-38 gradi al Centro-Nord e localmente oltre, qualche grado in meno al Sud, dove il caldo sarà comunque in intensificazione”. E anche per il fine settimana la massa d’aria rovente favorirà un clima eccezionalmente caldo, con valori sopra le medie anche di 12 gradi superiori alle medie del periodo.

Che tempo farà in Italia nella settimana del 18 luglio

E per la settimana successiva la situazione non dovrebbe cambiare. Le tecnologie attuali non permettono di avere una buona attendibilità previsionale al di là dei 3-4 giorni, ma la tendenza indica un persistere di condizioni eccezionali.

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Previste temperature in aumento in tutte le grandi città italiane © Antonio Masiello/Getty Images

Sempre secondo 3BMeteo, si va verso il “mantenimento di un robusto e rovente anticiclone mediterraneo, il quale andrebbe ad inglobare penisola Iberica, Francia, Italia e Balcani. Il tempo stabile e soleggiato sarebbe accompagnato da un clima eccezionalmente caldo, con temperature diffusamente sopra i 35 gradi e con punte che non di rado si porteranno prossime o oltre i 40 sull’Italia. Anomalie termiche quindi elevatissime in uno scenario nel quale la siccità continuerà a farla da padrone, maggiormente enfatizzata sulle regioni nord-occidentali”.

Come sarà l’ondata di caldo in arrivo in Europa

In Europa, dunque, l’ondata di caldo sarà ancor più forte. Le previsioni indicano temperature nettamente superiori alla media non soltanto nella penisola Iberica, ma anche in Olanda, Regno Unito, Svizzera, Austria e Germania. A Londra sono attese massime di 30 gradi, a Parigi di 35.

Nulla a che vedere, in ogni caso con i 47 gradi che si potrebbero registrare a Siviglia e Cordoba, in Spagna, ai 41 di Lisbona, in Portogallo, o ai 39 di Madrid. In Francia, allo stesso modo, le previsioni indicano un continuo aumento fino almeno a martedì 19, che coinvolgerà perfino la Bretagna (regione all’estremo nord-ovest transalpino, normalmente risparmiata dalle ondate di caldo).

In effetti, “i modelli – prosegue 3Bmeteo – ad ora non vedono nulla che possa scacciare questa bolla alto-pressoria nei prossimi sette giorni. Pertanto il caldo intenso potrebbe durare per giorni e giorni e nel frattempo cresce nuovamente la preoccupazione per gli incendi”.

I rischi i incendi dal Portogallo alla Croazia

Proprio i rischi di roghi, esacerbati dalla siccità, rappresentano il pericolo più immediato. Il Portogallo è già alle prese con vasti incendi: nel tentativo di domarli sono stati mobilitati già 3mila pompieri. Nella giornata di lunedì 11 luglio, dopo tre giorni di lotta, il fronte non accennava a diminuire.

Ma anche nel resto d’Europa c’è chi è alle prese con le fiamme. In Croazia, ad esempio, sono divampati numerosi incendi, così come nel sud della Francia e sui Pirenei.

Fino a che punto possiamo sopportare il caldo? Cos’è il wet bulb

Ma di fronte a questo scenario, qual è il grado di sopportazione per gli esseri umani? La Nasa utilizza un indice chiamato wet bulb. Si tratta di un particolare indice termico, che indica la temperatura registrata da un termometro bagnato, sistema considerato meno soggettivo e più preciso.

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L’anomalia termica al suolo prevista dal modello previsionale americano Gfs per la giornata di lunedì 18 luglio © Gfs

Gli scienziati ritengono che l’indice wet bulb, bulbo umido, più elevato al quale un essere umano possa resistere sia pari a 35 gradi centigradi per un periodo di sei ore consecutive. Ciò considerando che la maggior parte delle regioni calde e umide della Terra non supera generalmente un wet bulb di 25-27 gradi. Secondo i dati raccolti dalla Nasa, tale soglia è stata superata numerose volte a partire dal 2005, ad esempio nelle regioni subtropicali del Pakistan e del golfo Persico. E negli ultimi 40 anni la frequenza è triplicata.

L’agenzia spaziale americana sottolinea inoltre come il rischio di decessi legati a temperatura e umidità estreme sia presente anche con indici più bassi di 35 gradi. L’ondata di caldo eccezionale del giugno 2021 che ha colpito gli Stati Uniti nord-occidentali e il Canada occidentale ha presentato un wet bulb non superiore alla soglia massima, ma ha comunque provocato la morte di circa 1.400 persone.

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