La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
L’agenzia Noaa, che monitora lo stato di oceani e clima, ha indicato che luglio 2021 è stato il mese con le temperature più alte mai registrate finora.
Luglio 2021 è stato il mese più caldo degli ultimi 142 anni, da quando cioè abbiamo iniziato a monitorare con regolarità la temperatura del nostro Pianeta. A comunicare la notizia sono stati i climatologi della National oceanic and atmospheric administration (Noaa), ovvero l’agenzia americana per l’osservazione oceanica e atmosferica.
Combinando le temperature di superficie terrestre emersa e superficie oceanica, la Noaa ha stimato che nel mese appena trascorso si è raggiunta una media di 16,73 gradi celsius, ovvero 0,93 gradi al di sopra della media del ventesimo secolo, che si attesta intorno ai 15,8 gradi. Inoltre, la temperatura record registrata è di 0,01 gradi più alta rispetto al precedente record stabilito nel luglio 2016 (che tra l’altro era già stato eguagliato nel 2019 e nel 2020).
L’ultima volta in cui un mese di luglio è risultato, al contrario, più fresco rispetto alla media del ‘900 fu nel 1976. Si trattò, al contempo, anche dell’ultimo anno meno caldo della media. “Ciò significa che chi ha meno di 45 anni non ha mai vissuto un anno (o un luglio) in cui la temperatura media del Pianeta fosse più fresca della media del ventesimo secolo”, ha sottolineato all’agenzia Associated Press Gabriel Vecchi, climatologo dell’università di Princeton.
Il luglio 2021 segna l’ultimo caso di una tendenza sempre più preoccupante: infatti, negli ultimi sette anni, ovvero dal 2015 al 2021, sono stati registrati i sette mesi di luglio più caldi di sempre. “Questo nuovo record si aggiunge al percorso inquietante e dirompente che i cambiamenti climatici stanno tracciando”, ha commentato Rick Spinrad, oceanografo della Noaa.
È la terraferma a registrare l’incremento di temperatura più preoccupante: parliamo di una media di 1,54 gradi centigradi in più rispetto al 2012. In particolare, l’Asia ha registrato il suo luglio più caldo di sempre, superando il precedente record stabilito nel 2010, mentre per l’Europa si è trattato del secondo più caldo, dopo quello del 2018 e a pari merito con quello del 2010.
Secondo il Global annual temperature rankings outlook del Ncei (National centers for environment information), è molto probabile che il 2021 si collochi tra i dieci anni più caldi mai registrati al mondo. Ma a differenza del Noaa, l’agenzia europea Copernicus ritiene che quello del 2021 sia stato “soltanto” il terzo più caldo di sempre, e non il primo come indica appunto l’agenzia americana. Secondo gli europei, luglio 2021 si piazzerebbe dopo i mesi di luglio 2019 e 2016 (superiori di 0,1 gradi centigradi) e a pari merito con quello del 2020.
Tuttavia, Copernicus concorda con l’organizzazione americana nell’affermare che quello appena trascorso è il secondo luglio più caldo di sempre per quanto riguarda il continente europeo. Sempre Copernicus ha aggiunto che le aree baltiche e quelle del Mediterraneo orientale hanno riscontrato “gravi ondate di calore”, mentre l’Irlanda del Nord “ha battuto la temperatura massima giornaliera registrata”. Temperature superiori alla media sono state registrate anche in Islanda e Groenlandia.
E dopo la temperatura record in Europa di 48,8 gradi raggiunta a Siracusa, in Sicilia, un’ondata di caldo eccezionale ha colpito la Spagna, dove la cittadina di Montoro, provincia di Córdoba, ha stabilito il nuovo record di caldo per la nazione europea: 47,4 gradi. È infatti la prima volta che il sistema di allerta dell’Agencia estatal de meteorología (Aemet) registra una temperatura così alta. Finora, non erano stati superati i 45 gradi.
Tutti i dati raccolti da Ncei e Nooa arrivano a pochi giorni dalla pubblicazione della prima parte del sesto Rapporto di valutazione del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc), secondo il quale le azioni intraprese a livello globale per tagliare drasticamente le emissioni di gas serra sono ancora insufficienti. Se ce ne fosse ancora bisogno, questa è l’ennesima dimostrazione di quanto sia necessario incrementare gli sforzi per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. E quanto sia necessario accelerare per raggiungere dei risultati concreti.
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