L’osservatorio di Mauna Loa che monitora la CO2 è salvo

Malgrado i tagli di Donald Trump e un’eruzione vulcanica, l’osservatorio di Mauna Loa che dal 1958 monitora la CO2 nell’atmosfera non chiuderà.

Non sono bastati un’eruzione vulcanica né i tagli di bilancio draconiani imposti dall’amministrazione di Washington. L’osservatorio di Mauna Loa, alle Hawaii, che dal 1958 monitora i dati a livello mondiale sulla concentrazione di CO2 nell’atmosfera terrestre, potrà continuare a lavorare. Il sito è infatti nuovamente accessibile e la National oceanic and atmospheric administration (Noaa), che lo gestisce, ha confermato che il progetto è stato rifinanziato, e che sarà perfino oggetto un’importante espansione.

Trump aveva annunciato tagli ai fondi e la rescissione del contratto di affitto

La notizia è stata diffusa dal portale ecologista We Don’t Have Time e ripresa sulla testata americana forbes, che ricorda come soltanto nella scorsa primavera si fosse temuto il peggio per un centro di ricerca considerato fondamentale per il monitoraggio climatico mondiale. “Nell’ambito di una campagna di contenimento dei costi, il governo aveva deciso di rescindere il contratto di affitto dell’ufficio federale situato alle spalle dell’osservatorio, che ha prodotto la Curva di Keeling e una serie di dati scientifici tra i più significativi che l’umanità abbia mai divulgato. Ora la Noaa annuncia che lo stesso sito non solo riapre, ma verrà ricostruito e ampliato”.

We Don’t Have Time ha contattato la stessa agenzia americana per comprendere come sia possibile che un centro di ricerca che solo un anno fa era dato per spacciato, ora possa non solo tornare operativo ma essere perfino ingrandito. La Noaa ha risposto spiegando che, se il sito fosse stato davvero chiuso, gli scienziati avrebbero potuto comunque misurare la CO2 altrove. Ciò che non avrebbero potuto però ricreare “è proprio ciò che rende Mauna Loa insostituibile: un filo ininterrotto che collega quasi settant’anni di ricerca climatologica”.

“Chiudere Mauna Loa sarebbe come se la Francia chiudesse il Louvre”

“Mauna Loa è un sito storico, pionieristico – aveva commentato al quotidiano ecologista Reporterre, al momento della notizia dei tagli di bilancio, Robert Vautard, co-presidente del gruppo di lavoro 1 dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici -. È il luogo che ha posto in evidenza la crescita della concentrazione di biossido di carbonio nell’atmosfera. Sarebbe come se la Francia smettesse di finanziare il Louvre”.

L'eruzione del vulcano di Mauna Loa alle Hawaii che ha bloccato l'accesso all'osservatorio nel 2022
L’eruzione del vulcano di Mauna Loa alle Hawaii che ha bloccato l’accesso all’osservatorio nel 2022 © Robyn Beck/Afp/Getty Images

We Don’t Have Time ha da parte sua commentato la notizia spiegando che “alla Curva di Keeling non interessa la politica. Alle istituzioni che la proteggono sì. Questa volta, gli scienziati hanno alzato la voce, i giornalisti hanno riportato la notizia, i legislatori hanno agito e i cittadini hanno prestato attenzione. Nessuno può dire con esattezza quanto peso abbia avuto ogni singola azione. Ma sappiamo che uno dei dati scientifici più importanti al mondo è sopravvissuto, e oggi il suo futuro appare molto più roseo rispetto a un anno fa. La lezione più profonda sull’osservatorio di Mauna Loa è che le infrastrutture scientifiche importanti non si proteggono da sole. Sopravvivono quando le persone si preoccupano abbastanza da difenderle”.

Intanto Trump fa smantellare un sistema di osservazione oceanica da 368 milioni di dollari

Ciò nonostante, la buona notizia è stata immediatamente controbilanciata da un nuova decisione di Donald Trump. Secondo quanto riportato dal New York Times, l’amministrazione di Washington sta smantellando un sistema di osservazione delle profondità oceaniche del valore di 368 milioni di dollari, istituito dieci anni fa per monitorare le aree costiere, gli ecosistemi marini e le correnti che influenzano il clima globale”

La Curva di Keeling illustrata da Ralph Keeling, figlio dello scienziato Charles David che la ideò
La Curva di Keeling illustrata da Ralph Keeling, figlio dello scienziato Charles David che la ideò © Patrick T. Fallon/Afp/Getty Images

L’agenzia governativa National Science Foundation ha dichiarato che nelle prossime settimane invierà delle navi per iniziare a rimuovere oltre 900 strumenti di misurazione ancorati al largo dell’Oregon, dello Stato di Washington, dell’Alaska, della Carolina del Nord e nel mare di Irminger tra la Groenlandia e l’Islanda.

Tra le infrastrutture che verranno dismesse, alcune servono per comprendere in che modo l’oceano assorba parte della CO2 dispersa nell’atmosfera terrestre a causa delle attività antropiche. Altre monitorare le ondate di caldo marine e aiutano a comprendere in che modo esse possano influire sulla pesca. E stavolta sarà anche difficile avviare un’altra battaglia per salvare la ricerca dalla crociata anti-scientifica della Casa Bianca, dal momento che il nuovo provvedimento è già in esecuzione.

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