Innalzamento dei livelli del mare e cementi, così le spiagge sono sotto attacco su tutti i fronti. L’allarme di Legambiente e una proposta parlamentare.
Francia, Spagna, Portogallo e Grecia sono impegnate a combattere gli incendi, alcuni dei quali ancora fuori controllo.
Puntuali, mentre l’Europa sta affrontando la terza ondata di caldo mentre la stagione estiva è in realtà appena cominciata, è arrivato ciò che si temeva: gli incendi. La vegetazione resa particolarmente secca dalla mancanza di precipitazioni, assieme alle temperature che hanno raggiunto livelli da record in numerose regioni, rappresentano il carburante perfetto per i roghi. Tutte conseguenze dirette dei cambiamenti climatici in atto.
A farne le spese sono alcuni dei paesi che affacciano sul Mediterraneo: Portogallo, Spagna, Grecia e Francia. È quest’ultima che, allo stato attuale, vive la situazione più difficile. Nei Pirenei Orientali, sul massiccio del Mont Canigou, le fiamme hanno divorato quasi cinquemila ettari di foresta. Diecimila persone sono state evacuate e i mezzi dispiegati per fronteggiare l’incendio sono imponenti: ancora nella giornata di lunedì 700 vigili del fuoco, 200 veicoli terrestri e una decina tra aerei ed elicotteri lottavano per circoscrivere il rogo.
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La stampa transalpina parla di un “incendio gigantesco”, alimentato dal caldo (le temperature nelle ore scorse sono arrivate nuovamente a 40 gradi) e dal forte vento, nonché da un livello di umidità dell’aria “eccezionalmente basso”. Un abitante e un pompiere sono stati feriti e si trovano in una situazione estremamente grave, secondo quando indicato dalla prefettura locale.
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Dall’altro lato dei Pirenei, un incendio è divampato sulla Costa Brava, bruciando 2.200 ettari di vegetazione prima di essere stabilizzato nella giornata di domenica, secondo i vigili del fuoco locali. Gli abitanti di una decina di comuni erano stati evacuati per ragioni di sicurezza attorno a La Bisbal d’Empordà, nei pressi di Girona.
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In termini di superficie, però, l’incendio più distruttivo è quello che ha colpito l’area attorno a Vouzela, nel distretto di Viseu, in Portogallo. Qui le fiamme si sono propagate su almeno 13mila ettari, e soltanto dopo giorni di battaglia, lunedì le autorità hanno fatto sapere che circa l’80 per cento dell’immenso rogo era ormai sotto controllo. Il bilancio è di almeno nove persone ferite, tra le quali due civili. Il fumo ha invaso l’oceano Atlantico per migliaia di chilometri.
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In Grecia, infine, i pompieri hanno lottato contro le fiamme che si sono sviluppate nei pressi di Salonicco. L’incendio forestale è stato domato, ma ha colpito anche due grandi fabbriche, per le quali ancora lunedì i pompieri erano al lavoro. Complessivamente, sono sessanta i principi di incendi che si sono registrati su tutto il territorio ellenico in sole 24 ore.
Il timore è che la stagione estiva attuale possa risultare perfino peggiore di quella dello scorso anno, quando complessivamente gli incendi hanno bruciato la cifra record di 1.034.550 ettari di territorio in Europa.
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