Nei Paesi Bassi ci sono troppe bici. Ecco come stanno risolvendo il problema

La nazione più ciclabile del mondo ha un problema con le bici. Per questo stanno potenziando il bike sharing e l’intermodalità.

Sembra quasi impensabile (per noi). Ma nei Paesi Bassi ci sono troppe biciclette, tanto che queste occupano ormai non solo i parcheggi dedicati, ma gli spazi pubblici delle maggiori città. Per questo la Dutch cycling embassy, associazione a partecipazione pubblico privata che lavora nella pianificazione della mobilità danese, sta collaborando con le ferrovie olandesi per promuovere Ov-fiets, un nuovo servizio di bike sharing integrato con il trasporto pubblico. La ricetta? Costi del servizio bassi, molte stazioni per il noleggio, abbonamenti integrati col trasporto pubblico e flessibilità nel noleggio.

 

bici utreecht Paesi Bassi
Un parcheggio di biciclette a Utrecht. Foto via Anita Dirix

 

Il problema in questo caso non è più attirare più persone verso la bici, ma spingere quest’ultime a scegliere il trasporto pubblico integrandolo con la bicicletta. “I Paesi Bassi sono l’unica nazione al mondo con più biciclette che abitanti”, racconta Anita Dirix, membro della Dutch cycling embassy. “La media di aggira su 1,2 biciclette a testa. Ma abbiamo un problema con la qualità dello spazio pubblico. Per questo siamo interessati alla condivisione della bicicletta”.

 

Per accedere al servizio si ha una carta dotata di chip integrata col resto dei trasporti pubblici. È così possibile viaggiare in metro, in treno e allo stesso tempo noleggiare una bicicletta al costo di 3,5 euro al giorno. “Si può così raggiungere la stazione dei treni in bici, lasciarla alla stazione di noleggio e una volta arrivati a destinazione si troverà un’altra bici da noleggiare”.

 

e_ovfiets

 

Ad oggi il servizio conta più di 8500 biciclette che non hanno bisogno di essere ritirate la sera, perché poco costose ed estremamente resistenti (si è puntato sulla sostanza più che sulla forma), distribuite su 300 stazioni di noleggio, molte delle quali vicine alle stazioni di treno e metro. Costo annuale: 10 euro.

 

“Il vostro servizio è costoso, sia per la qualità delle biciclette, sia perché dovete ritirarle ogni giorno”, sottolinea Anita riferendosi al servizio BikeMi. “Noi invece puntiamo sul low cost, la bici è solo un mezzo a due ruote, non deve esser per forza alla moda”. Mentre in Italia il bike sharing viene impiegato per ridurre il traffico veicolare, più a Nord il problema è l’esatto opposto. La soluzione in questo caso è la stessa.

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