Si chiama Bryan Kinsel Harlan. È un dirigente bancario americano che nel tempo libero fa il cacciatore. All’inizio di febbraio, è partito per il Pakistan. Obiettivo: ammazzare un markhor, noto anche come capra falconeri. Un animale raro, considerato un simbolo della repubblica islamica.
Markhor is a protected species in Pakistan unless permitted by the government to kill it under trophy hunting programmes. https://t.co/YXjaR26Nwe
L’animale nella lista delle specie minacciate dell’Iunc
L’uomo è riuscito nel suo intento. E l’ha fatto anche in modo del tutto legale: secondo quanto riportato dai media internazionali, infatti, ha pagato 110mila dollari per acquistare il diritto ad uccidere un esemplare della capra selvatica, considerata a rischio estinzione dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iunc), secondo la quale esistono ancora nel mondo soltanto poche migliaia di esemplari della specie.
Bryan Kinsel Harlan – a US citizen who reportedly paid $110,000 – the highest ever – to kill a Markhor, Pakistan’s national animal.
Si tratta di un animale che vive unicamente allo stato brado, principalmente attorno all’Himalaya, noto per le sue corna caratteristiche a spirale, che possono raggiungere anche il metro e mezzo di lunghezza nei maschi. Il cacciatore ha anche magnificato le proprie gesta in un’intervista rilasciata al giornale Dallas News: “È stato un colpo facile. Sono felice di essere tornato a casa con questo trofeo. Posso dire di aver cacciato quasi tutti gli animali del Pakistan. Mi mancava soltanto un markhor”.
In Pakistan è permesso uccidere 12 makhor maschi all’anno
Le sue scelte e le sue parole, assieme ad una foto che lo ritrae accanto all’animale morto, hanno scatenato un vespaio di polemiche sui social network. Molti utenti hanno manifestato la propria rabbia, sostenuti dalle associazioni che difendono i diritti degli animali. Ma al di là della pochezza del singolo individuo, ciò che preoccupa è il fatto che esistano nazioni nelle quali basta pagare per poter comprare la vita di un animale. Per puro divertimento. Il Washington Post ha ricordato che in Pakistan la caccia ai markhor è soggetta a regole e paletti. Il che, in termini concreti si traduce nel fatto che le autorità autorizzano ogni anno l’uccisione di 12 esemplari maschi. In cambio di danaro.
I fondi raccolti, in linea teorica dovrebbero finire per l’80 per cento alla popolazione locale. E per il restante 20 per cento all’agenzia governativa per la protezione della fauna di Islamabad. Che dovrebbe usarlo per lottare contro il bracconaggio. Un sistema che piace molto a Bryan Kinsel Harlan. In un video il cacciatore ha infatti tessuto le lodi del Pakistan: “Non è vero che è un paese pericoloso. È molto peggio il Messico. Da cittadino americano dico che qui occorrerebbe investire”. Lui l’ha fatto. Nel peggiore dei modi.
Una nuova analisi dimostra che i combattimenti tra cani sono ancora diffusi in Italia. Alcuni interventi legislativi e una guida per i cittadini mirano a contrastare il fenomeno
Dopo Milano, il progetto realizzato con LifeGate nell’ambito della Water Defenders Alliance arriva nel porto toscano. Obiettivo: prevenire l’inquinamento delle acque attraverso una tecnologia in grado di assorbire oli e idrocarburi.
La legge sulla valorizzazione del mare contiene una norma di principio per la tutela di un ecosistema unico, ma per ora non sono previsti strumenti reali.