Tracciabilità del cacao, energia rinnovabile e una piantagione in Nicaragua: tutti gli ingredienti di una filiera più responsabile.
Dreamland, il parco protetto di Legami a Bergamo, decuplica la sua superficie e inaugura una barriera verde di un chilometro.
Tre anni fa, su un terreno segnato dall’agricoltura intensiva alle porte di Bergamo, nasceva Dreamland: il parco natura protetta voluto da Alberto Fassi, fondatore e ceo di Legami, e presentato insieme a Enrico Drago, presidente esecutivo di De Agostini e socio di minoranza dell’azienda.
Nel 2023, l’area di Dreamland si sviluppava su tre ettari, con la messa a dimora di oltre 3mila piante di 40 specie autoctone. Oggi, invece, il parco natura si estende su più di 30 ettari in un’area volutamente non accessibile al pubblico, dove non ci sono sentieri attrezzati o percorsi guidati ma solo biodiversità. “Dreamland – racconta lo stesso Fassi – nasce per permettere a flora e fauna di evolversi secondo i propri ritmi naturali, riducendo al minimo l’intervento umano, convinti che dove l’uomo fa un passo indietro la natura faccia un balzo in avanti”.
I risultati ambientali di Dreamland sono incoraggianti. Già nel primo anno di vita del parco sono emersi segnali concreti di rigenerazione ecologica: la presenza di fiori, nettare e insetti impollinatori è aumentata di oltre 15 volte. Ad oggi, nell’area sono state censite 25 specie di insetti impollinatori e 51 specie di piante, numeri destinati a crescere ulteriormente grazie alla realizzazione di una zona umida di 250 metri quadrati.
Le 3mila piante iniziali sono diventate 6.600, distribuite in un ecosistema in continua espansione dove tra il 2024 e il 2025 sono state individuate otto nuove zone di intervento con azioni agroforestali integrate. Il piano di sviluppo però è ben ampio e prevede: la creazione di una scuola per tree-climber con un’aula natura a fini didattici, la realizzazione di sistemi agroforestali che combinano colture cerealicole con circa 400 alberi da frutto di varietà antiche e la piantumazione di una macchia boschiva composta da circa 500 alberi.
Il 27 maggio 2026 è stato inaugurato il kilometroverde, un intervento forestale lineare di un chilometro composto da 1.550 tra alberi e arbusti a protezione del parco dall’autostrada A4. “Il kilometroverde – spiega Paolo Viganò, fondatore e presidente di Rete Clima – si pone proprio di fronte a quel kilometrorosso che rappresenta uno dei simboli dell’innovazione industriale italiana”. Prima di aggiungere che l’iniziativa intende riaffermare proprio la complementarietà tra futuro e natura, tra innovazione e biodiversità, tra ricerca e capitale naturale.
Anche l’amministrazione comunale ha espresso il proprio sostegno. “Vogliamo valorizzare – dichiara Oriana Ruzzini, assessora alla transizione ecologica, ambiente e verde del Comune di Bergamo – ogni iniziativa di naturalizzazione e di agricoltura sostenibile, nell’ottica di favorire processi di collaborazione, tra aziende, cittadinanza e associazioni, a tutela dell’ambiente e in particolare della nostra cintura verde. Siamo grati di poter fare squadra con gli stakeholder del territorio come Legami, che hanno sottoscritto il Climate city contract per la riduzione delle emissioni di CO2 e che si adoperano perché la nostra città sia sempre più verde, resiliente e sostenibile”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Tracciabilità del cacao, energia rinnovabile e una piantagione in Nicaragua: tutti gli ingredienti di una filiera più responsabile.
Quanto costa la longevità? Con l’allungamento della vita il concetto di risparmio diventa ancora più cruciale, soprattutto per i giovani, chiamati a pianificare la loro longevità finanziaria.
Energia solare, acqua riciclata all’80%, scarti trasformati in packaging: in Sicilia c’è un’azienda familiare che riscrive le regole della conservazione.
Al salone milanese dell’alimentazione, le industrie hanno raccontato i propri progetti mettendo al centro territorio, filiera e economia circolare.
Efficienza e autoproduzione di energia, oltre ad avere benefici ambientali, tutelano dalle oscillazioni dei prezzi. Nella grande distribuzione, Bennet ha scelto questa strada.
Con il progetto Gallo4Farmers e la Carta del Riso, Riso Gallo costruisce una filiera trasparente e certificata, dove ogni pratica agricola viene misurata in termini di impatto ambientale.
Eataly lancia Eataly alla Radice, un progetto per una filiera interamente tracciata e trasparente, dal campo allo scaffale. Si parte con la pasta.
Un’azienda italiana si è trasformata in un’eccellenza nell’innovazione sostenibile, basata sui principi dell’economia circolare.
Apple riduce del 60 per cento le emissioni globali e investe in riciclo, energia rinnovabile e processi produttivi a basse emissioni, per un tech più sostenibile.

