Eurobarometro: per 1 giovane su 2 la crisi climatica è la sfida del futuro

I cambiamenti climatici saranno determinanti per salute e benessere. I numeri dell’Eurobarometro sul futuro dell’Europa nell’Anno della gioventù.

Quali sono le principali sfide che l’Unione europea si trova a fronteggiare? Quale ruolo avranno i giovani nell’affrontare queste sfide e nel plasmarel’avvenire collettivo? Per un giovane europeo su due la partita del futuro si gioca esclusivamente sul contrasto ai cambiamenti climatici. Chi ha tra i 15 e i 24 anni, in nove casi su dieci, considera che saranno determinanti per la propria salute e il proprio benessere.

I cambiamenti climatici nell’Eurobarometro

I numeri sono contenuti del sondaggio speciale Eurobarometro 517 “Il futuro dell’Europa” commissionato congiuntamente dal Parlamento e dalla Commissione europei e pubblicato lo scorso 26 gennaio sul sito specifico, che raccoglie indagini e dati deegli ultimi 48 anni.

26.530 le persone intervistate all’interno dei 27 Paesi membri, fisicamente oppure online per rispettare le misure di sicurezza stabilite dalla pandemia di Covid-19, dal 16 settembre al 27 ottobre scorsi. Il lavoro è stato fortemente voluto in occasione dell’Anno europeo della gioventù 2022, promosso per includere le generazioni più giovani nei processi decisionali di ogni livello – comunitario, nazionale e locale – e nelle consultazioni chiave, come la più attuale Conferenza sul futuro dell’Europa.

 

Cosa pensano gli europei del proprio futuro

Quasi la totalità del campione, l’88 per cento, ritiene che la quota di energia prodotta da rinnovabili dovrà aumentare se si vorrà promuovere la crescita dell’economia e dell’efficienza energetica, traducibile nell’uso moderato e responsabile di questa risorsa. Sempre riferendosi alla strategia del Green deal europeo, l’80 per cento, guarda con determinazione al raggiungimento della neutralità climatica attraverso l’uso di veicoli a ridotte e zero emissioni.

Voci e volontà della popolazione europea

Non sono solo i giovani a essere preoccupati del proprio futuro: l’84 per cento dei rispondenti di età pari o superiore a 55 anni mostra i medesimi timori. Alla Conferenza sul futuro dell’Europa è di cambiamenti climatici e ambiente che bisognerà parlare, afferma il 44 per cento del campione, per riuscire a ottenere risultati davvero tangibili.

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Greta Thunberg (sinistra) e Vanessa Nakate alla Youth4climate di Milano © MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images

Traspare, dunque, la comune volontà dei cittadini europei di voler avere voce in merito alle decisioni prese sul proprio futuro. Emerge, poi,  la convinzione che coinvolgere i più giovani nelle questioni per loro di maggior interesse sia, per il 43 per cento dei rispondenti, una grande opportunità che la Conferenza offre. Si palesa, infine, che sulle spalle di chi ha meno anni si riversano grosse attese e che i giovani attivisti per il clima, riuniti nelle fila dei Fridays for future, non hanno di certo paura di riprendere in mano il proprio futuro.

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