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L’animale, catturato nella parte indonesiana del Borneo dopo quaranta anni di assenza, è morta a causa di un’infezione ad una zampa.
Il suo ritrovamento era stato accolto con toni entusiastici da biologi, ambientalisti e da tutti gli amanti della natura in genere. Prima della cattura di una femmina di rinoceronte di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis), chiamata Najaq, erano infatti circa quaranta anni che un esemplare di questa specie non veniva avvistato da occhio umano nella zona del Kalimantan orientale, nel Borneo indonesiano.
Il rinoceronte era stato catturato dal Wwf grazie a una trappola utilizzata per monitorare le specie selvatiche e il piano prevedeva il suo spostamento in una riserva naturale protetta nel Borneo, a circa 150 chilometri di distanza, per garantirne l’incolumità e ridurre il rischio di bracconaggio. Purtroppo però Najaq non raggiungerà mai la riserva e non potrà contribuire a perpetuare la sua meravigliosa e minacciata specie. La femmina di rinoceronte è infatti morta a causa di un’infezione ad una zampa posteriore.
La notizia è stata diffusa dalla International Rhino Foundation che ha annunciato che verrà svolta un’indagine per accertare le cause della morte dell’animale e capire se l’infezione si è sviluppata a causa dell’intrappolamento. Se così fosse bisognerebbe probabilmente rivalutare le strategie di conservazione, il cui fine ultimo è senza dubbio preservare le specie animali, ma che si rivelano a volte troppo “aggressive”.
“Ci auguriamo che il prossimo rinoceronte catturato nel Kalimantan possa essere inviato al Sumatran Rhino Sanctuary dove potrà essere accudito da operatori e veterinari – si legge in un comunicato della International Rhino Foundation sulla sua pagina. – Ma, soprattutto, speriamo possa far parte della strategia di gestione della popolazione della specie, mentre si cerca di stabilire con esattezza la sua presenza nel Kalimantan e di mettere in atto un appropriato piano a lungo termine”.
Secondo il Wwf Indonesia la ferita che ha ucciso Najaq sarebbe stata provocata da una trappola dei bracconieri, al momento della cattura l’animale è stato sottoposto ad una cura a base di antibiotici, anti-infiammatori e vitamine, sotto la supervisione di un team di veterinari provenienti da cinque differenti organizzazioni, tra cui il Wwf. Inizialmente sembrava che il rinoceronte potesse riprendersi, aveva iniziato a mangiare con costanza, ma poi l’infezione è peggiorata.
La morte di Najaq rappresenta un ulteriore duro colpo per la specie, già decimata dal bracconaggio e dalla perdita di habitat causata prevalentemente dalla deforestazione e dall’estrazione mineraria, si stima che in natura sopravvivano meno di centro esemplari, facendo del rinoceronte di Sumatra uno dei mammiferi più rari al mondo.
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