Alle elezioni israeliane né Netanyahu né Eisenkot hanno ottenuto la maggioranza dei seggi. La chiave per formare un nuovo governo potrebbe passare dai partiti arabi.
La terra ha tremato due volte in 24 ore in Giappone. Il secondo sisma, a soli 10 chilometri di profondità, ha provocato ingenti danni.
Due potenti scosse di terremoto hanno colpito il sud-ovest Giappone nell’arco di ventiquattro ore. Il primo sisma si è verificato nella serata di giovedì, il secondo nelle prime ore di sabato, e il bilancio (ancora provvisorio) è di 41 morti e circa duemila feriti. Nella regione montuosa di Minami-Aso, inoltre, un’impressionante colata di fango e pietre si è staccata da una collina, travolgendo alcune case, tagliando in due un’autostrada e isolando circa mille abitanti.
https://www.youtube.com/watch?v=Sbm8-o0LOpQ
“È una corsa contro il tempo per salvare delle vite”, ha spiegato il primo ministro Shinzo Abe, che ha ordinato un piano d’emergenza che sta coinvolgendo circa ventimila uomini tra pompieri, militari e personale sanitario.
29 killed, 70,000 evacuated in Japan hit by 2 powerful quakes & devastating landslides https://t.co/p5JarUh6Ly pic.twitter.com/bfy98tsrUg
— RT (@RT_com) 16 aprile 2016
Occorre infatti rispondere alle necessità di circa 65mila abitanti che sono stati costretti ad abbandonare le loro case: per ora la maggior parte di loro è stata radunata in dei centri d’accoglienza. Ad altre decine di migliaia di persone mancano gas ed elettricità. Inoltre, le autorità sono state costrette a evacuare un intero ospedale nella città di Kumamoto nel corso della notte tra venerdì e sabato (la terra ha tremato, infatti, all’1:25 ora locale, le 18:25 in Italia).
A rendere il terremoto particolarmente distruttivo sono stati da un lato la magnitudo (7,3 secondo l’agenzia meteorologica giapponese), dall’altro il fatto che esso si è prodotto ad una profondità di soli dieci chilometri. Secondo quanto riportato dall’agenzia Afp, infatti, i giapponesi – popolo particolarmente abitato a convivere con i terremoti – si sono detti stupiti nel constatare l’entità dei danni.
JUST IN: USGS: 7.0 magnitude earthquake hits southern Japan; tsunami advisory issued. pic.twitter.com/uvQceov3hi
— ABC News (@ABC) 15 aprile 2016
Fortunatamente, l’avviso di possibile tsnuami che era stato lanciato nei minuti successivi al sisma è stato ritirato: in termini di vite umane era proprio questa la minaccia peggiore. Basti pensare che le inondazioni successive al terremoto dell’11 marzo 2011 provocarono 18.500 morti, nonché la catastrofe nucleare di Fukushima.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Alle elezioni israeliane né Netanyahu né Eisenkot hanno ottenuto la maggioranza dei seggi. La chiave per formare un nuovo governo potrebbe passare dai partiti arabi.
Nell’isola di Corvo morivano migliaia di esemplari di berta maggiore atlantica a causa delle luci. Ora gli abitanti organizzano blackout volontari per salvaguardarli.
Il candidato della sinistra Lula ha ribaltato il risultato del primo turno delle elezioni, staccando il rivale Flavio Bolsonaro di 3,6 punti.
“Abortomat” si inserisce in un’area grigia della legge repressiva della Polonia sull’aborto. E potrebbe essere legale.
Il verdetto dell’Alta Corte dell’Australia mette per la prima volta sotto esame l’intera catena delle emissioni legate all’industria estrattiva.
Dopo decenni di deforestazione, l’Etiopia oggi è in prima fila nella lotta alla crisi climatica. Attraverso la piantumazione di miliardi di alberi.
Uno studio sull’Amazzonia ecuadoriana mostra che le foreste gestite dalle comunità indigene sono più resilienti di quelle protette dal governo.
Le spiagge nordoccidentali dell’Australia sono sempre più invase da reti da pesca abbandonate. Le popolazioni aborigene locali si sono organizzate per fare pulizia.
Il governo della Spagna ha avviato le consultazioni per istituire nuove aree marine protette alle Canarie e nel Mediterraneo.
